venerdì, 12 giugno 2009

L' Albero di Stelle

C'era una volta un grosso Albero senza identità nel bel mezzo dell'Universo. Non era un fulgido Acero, non era un'argentea Betulla nè una solida Quercia. Nessuno sapeva dirgli chi fosse.

Stanco di sentirsi inutile e senza nome, staccò dal suolo del mondo le sue enormi radici e andò alla ricerca del senso di tutti quegli enormi rami spogli che si ritrovava . Ma l'unica cosa che destò la sua curiosità nella vastità dell'universo, fu uno spento e nudo Pianetucolo che viveva isolato ai margini del mondo: si nutriva solo di sogni, ma cantava le parole più belle e tristi che vento avesse mai soffiato sulla corteccia dell' Albero.

Senza pensare alle conseguenze eventuali decise di fare qualcosa per lui, di usare i suoi possenti quanto inutili rami per spingerlo fuori dalla sua orbita...



Il nudo e spoglio Pianetucolo si sevgliò dal suo torbido sogno sentendo un forte strappo e una perdita di stabilità, e colse la palla al balzo. Applicando una costante forza, nota alla fisica quantistica come "forza di volontà", riuscì ad allentare le redini che lo costringevano a muoversi costantemente nell'ellissi che Caso e Natura avevano scelto per lui. Allontanarsi dal suo angusto posto nel mondo non fu facile, ma un lontano e calorico brillio allettò il suo spirito tanto da spingerlo a modificare la sua natura.

Così lui, piccolo roccioso e meditabondo, accettò le avances del caldo e luminoso Sole.

Avendo vissuto ai margini più tetri dell'universo, scoprì quanto questo fosse, altrove, luminoso e accogliente, lì dove regnavano i giusti e i belli, i ricchi e i savi. Cominciò a sentirsi privilegiato e protetto, ad abbandonare il crogiolo di fantasia e immaginazione che si era costruito attorno lasciando che fosse il Sole ad avvolgerlo e trastullarlo con i suoi aurei raggi.

Nell'equilibrato mondo dei vivi tutto era d'oro: i sogni, le prospettive, i possedimenti, la frangia del potere. Lui lo sapeva, sapeva che lasciarsi stringere dal potente Sole equivaleva ad accattare ciò che nella vita aveva rifuggito: la normalità, gli onori della cronaca,  l'unanime e condizionato urlo degli Splendidi, il voto a Berlusconi. Come poteva non saperlo? Era lì davanti ai suoi occhi. Ma non gli importava, ciò che contava erano le parole.

Le parole erano l'unica arma che possedeva il più derelitto dei pianeti. Taglienti o soffuse, blande o dirette, ritmate o sincopate, le sue parole incantarono il Sole che rispose immediatamente: una colonna sonora che pulsava a ritmo dei loro nuclei.

E vivere divenne volare dentro una bolla di magico realismo. Lo spoglio pianeta e il potente sole danzavano sulla colonna sonora delle loro parole, attorno a quegli altri pianeti tanto belli quanto irrimediabilmente silenti.

L' Albero guardava e sorrideva: era stato lui l'artefice di tutto questo. Ora sapeva chi era, quale fosse il suo posto nel mondo: illuminare e aiutare l'amore a germogliare, a concretizzare l'impalpabilità del Sogno.  Come rispondendo agli ordini delle parole che Sole e Pianetucolo intrecciavano sotto di lui, sui suoi rami nacquero soffici boccioli e poi fiori scintillanti e aggraziati come mai se ne erano visti, dai cinque petali acuminati ed esoterici.

Ora il firmammento aveva acquistato l'aggraziata bellezza che gli spettava di diritto, l' Albero di Stelle la sua smarrita identità e l' arena era finalmente pronta: l'infinito dell'universo era al servizio dell'eterna danza del Sole e del Pianetucolo, mentre tutt'attorno i rami dell' Albero continuavano a spandersi al ritmo della loro musica e vegliavano sul suono di quelle parole che creavano l' Amore. Finchè...



Finchè il bel Sole volle tornare alla sua raggiante realtà e portare con sè il piccolo e brutto Pianetucolo.

Ma lo spoglio Pianetucolo non era pronto ad abbandonare del tutto il suo eremo solitario: lui voleva continuare a danzare nella loro bolla di sogni e parole prima di affiancare il Re Sole nel suo mondo. Voleva diventare bello, ricco di fiori e verde di rugiada, tornito da uccelli canterini, anelli di fiumi e manti di mari scintillanti, voleva avere rosee nuvole sul suo capo e bianche margherite ai piedi, cespugli solleciti e miniere di diamanti. Voleva essere degno di lui.

Ma aveva bisogno di Tempo per questo, mentre il Sole, geloso e affettuoso lo voleva subito per sè, così, nudo e  freddo, per poterlo scaldare e abbracciare lui stesso. E non  capiva, non capiva che il Pianetucolo non poteva affrontare il mondo senza una copertura.

I raggi del sole si allontanarono dalla sua superficie, la luce nell'arena si spense e l'Albero aprì i suoi rami scintillanti per farlo passare: bello e austero come era sempre stato e come il Pianetucolo lo avrebbe sempre ricordato, il Sole tornò nel suo mondo di feste e doveri.

La forzà di gravità annichilì quella di volontà e il Pianetucolo venne portato via dal confortante brillio, catapultato ferocemente nel suo angusto anfratto che non aveva voluto lasciare del tutto. "E' la mia natura" ripeteva mentre lacrime amare sferzavano le aguzze rocce sulla sua pelle, e lui potè solo ricercare nel ricordo quel caldo tepore che l'aveva fatto vivere, così poco, e riproporlo nell'infinita sequenza dei tristi giorni a venire.

Perchè intorno a lui era tornato ad esserci solo buio, freddo e un vuoto in più: nel suo nucleo più profondo e palpitante, una ferita che lo avrebbe corroso fino alla Morte. E non poteva fare altro che aspettarla e mordere il cuscino finchè non fosse arrivata portandolo per sempre nell'oblio, dove avrebbe dovuto abbandonare anche i suoi amati ricordi, il giorno in cui l'ultima stella dell'Albero, oramai privo della vitale linfa di parole che erano soliti elargirgli gli amanti ai suoi piedi, si  sarebbe inevitabilmente spenta.



domenica, 24 maggio 2009

Cogitationis poenam nemo patitur

In un mondo che...

snocciola ore verso la sua inevitabile fine, la vita prosegue lineare e sensata ricalcando le orme di un imperscrutabile destino. Manifestazioni di questa sensatezza si ritrovano in ogni dove nel creato, ma è nella civiltà, nel sociale ludibrio del quotidiano che la naturalezza del sensato acquista tutta la sua levatura.

Abituati all'umana logicità imperante, tutto logicamente archiviamo.

Cosicchè se mentre te ne stai sbracalato sul divano a zappingare ti si profila davanti la pubblicità di un noto detergente intimo, la tua annoiata reazione a questo sensato evanto sarà...un'annoiata reazione, appunto, perfettamente dotata di senso logico. Se, sempre codesto spot pubbicitario, manda in sovrimpressione gli esiti della campagna “prima di tutto donne” e ti informa che “8 donne su 100 sono state perseguitate da un ex” e che " tot donne su 100 lavorano e crescono figli", la tua reazione sarà fugacemente interesseta o vagamente menefreghista, ma comunque, anche in questo caso, perfettamente sensata. Se poi tra un "tot donne su 100 non può avere bambini" e un altro "tot su 100 rinuncia alla sua carriera per la famiglia", appare un esito quale “42 donne su 100 si sentirebbero più sicure con le ronde cittadine”, il tuo radar di senso vacilla un po', sbanda, si eclissa un attimo e allorchè confuso e meditabondo, si rialza e torna al suo posto.

Il motivo per il quale un detergente intimo c'entri con le ronde cittadine è e resta un mistero da pubblicitari che inizialmente, rabdomante in campo di grigistra materia, il tuo radar di senso cerca di svelare (c'entrarà qualcosa con il fatto che in Parlamento stanno proprio in questo momento cercando di istituirle?), per poi mollare la presa e lasciarsi cullare dalla più naturale, spontanea e frequente accettazione di un evento in quanto sensato.









Ma il danno è fatto. Il tuo vettore di senso, che tanto faticosamente avevi sedato, è stato stimolato e ora vaga come una  bussola impazzita chiedendosi il perchè di questo e quello, il senso di A, B e anche di C! Di C, capisci!

E così il fatto che la Mediaset intenti causa a Youtube e che Berlusconi voglia regolarizzare internet ti sembra una lampante dimostrazione di come la democrazia vacilli sempre più in Italia, uccisa a colpi di mortaio come un'antica sequoia che ha fatto il suo tempo.

E così ti puzza la tua collega che lamenta ai quattro venti la sua povertà e si compra una Minicooper nuova fiammante.

E così vedi nell'ossessione al comando del tuo sbambolato vicino e nella sua pretesa di possesso di antri condominiali, una necessità di prevaricazione e una subconscia sete di superiorità e potere che ti svela ulteriori mali social-umani.

E così sveli nell'apparente e puro amore di coppiette in fiore che convolano a sante nozze, un fondo di barboso e totalitario desiderio di arrivismo, che spinge la celere sposa (e il suo previdente sposino ) a fare il "grande passo" prima o insieme all'amica o alla cugina o alla cugina dell'amica per garantirsi un primato orgoglioso nel podio "quelli-che-nel-paese-si-sposano-prima-degli-altri-e-prima-di-una-certa-età. E sempre osservando questi boccioli in amoroso contegno, un altro più squallido desiderio ti si para lampante davanti agli occhi: è il caso di TRE sorelle che sposano TRE fratelli, i quali fratelli sono ricconi avviati nella ditta di famiglia e il caso ha voluto che l'amore sbocciasse per tutti e tre questi consanguinei da parte delle tre consanguinee a caccia della preda più vantaggiosa.

Paradosso: l'affannosa ricerca del sensato ti porta solo a svelare la sua mancanza.

Ma chi te lo fare? Ristabilisci l'equilibrio e accetta tutto come perfettamente logico e naturale. Ne guadagnerai in salute e in società, perchè sempre meno ti chimeranno "strambo", "strano", "diverso".

Fai come faccio io: ignoro la mia "lancetta del sensato" che rulla e gira come un'ossessa, anestetizzo la mia mente perdendomi in un mondo di arte e bellezza, di poesia e fantasia.

Quindi, mentre le spose si accapigliano per accaparrarsi il miglior partito in nome dell'amore, io cerco quest'ultimo percorrendo i profili e i colori degli Ukiyo-e







Mentre gli italiani sprofondano verso lidi storici già calcati scegliendo malamente i politici che li governano e vantandosene pure, io mi lascio sprofondare nei versi di Emily Dickinson



Except to Heaven, she is nought.

Except for Angels - lone.                                                            

Except to some wide-wandering Bee

A flower superfluous blown.


Except for winds - provincial.

Except by Butterflies

Unnoticed as a single dew

That on the Acre lies.


The smallest Housewife in the grass,

Yet take her from the Lawn

And somebody has lost the face

That made Existence - Home!*


Mentre la gente si affida al caso e nel caso crede come fosse un dio consacrato, io mi perdo in mondi letterari, mi postpongo in altre coscenza, in pensieri di persone illuminate e speciali**



A torto e a ragione io scelgo l'oblio del sensato. D'altronde "cogitationis poenam nemo patitur"***. Finchè dura.




*Eccetto per il Cielo, è nullità.

 Eccetto per gli Angeli - sola.

 Eccetto per qualche Ape vagabonda

 Un fiore sbocciato inutilmente.


 Eccetto per i venti - provinciale.

 Eccetto per le Farfalle


 Ignorata come una goccia di rugiada

 Che giace sul Terreno.


 Una minuscola Massaia in mezzo all'erba,

 Eppure strappatela dal Prato

 E qualcuno avrà perso il volto

 Che rendeva l'Esistenza - Familiare!





**Che nella fattispecie sono: Marcel Proust, Doroty Parker e Che Guevara.


***Nessuno può subire una pena per i suoi pensieri

sabato, 02 maggio 2009

Assecondiamo la malata necessità contemporanea di pubblicare i fatti nostri.



1. ultima cosa che hai bevuto: Qualcosa che somigliava alla Coca cola ma che non era proprio Coca cola.

2. ultima chiamata: Stefania per organizzarci prima del concerto.

3. ultimo messaggio: a Nadia, puro cazzeggio.

4. ultima canzone ascoltata:Stamattina: Waiting for the Rapture, Oasis.

5. ultima volta che hai pianto: Ieri guardando Rain man.

6. hai mai frequentato due persone contemporaneamente? Certo! Perchè, dovrei frequentarne solo una alla volta?

7. sei mai stata tradita? Sì.

8. hai mai baciato qualcuno e poi ti sei pentito? No.

9. hai perso qualcuno di speciale? Ovviamente.

10. sei mai stato depresso? E' il mio stato perenne.

11. ti sei mai ubriacato e poi hai vomitato? No.



ELENCA TRE COLORI CHE TI PIACCIONO:

12. Rosa.

13. Nero.

14. Viola.



QUEST'ANNO HAI :

15. fatto nuove conoscenze? Sì.

16. smesso di amare qualcuno? Sì.

17. riso fino a piangere? Sì.

18. incontrato qualcuno che ti ha cambiato la vita? No.

19. capito chi sono i tuoi veri amici? In parte.

20. beccato qualcuno che stava parlando di te? A voglia...

21. baciato un tuo amico/a? No.

22. quante persone tra i tuoi amici di facebook conosci realmente? Per facebook non esisto.

23. quanti bambini vuoi avere? Non so se avrò mai figli. Se dovessi scegliere direi 3 o 4.

24. hai animali domestici? Tanti pesci rossi e una paperella.

25. vuoi cambiare il tuo nome? Vorrei aggiungerne un altro senza cambiare il primo.

27. come hai festeggiato il tuo ultimo compleanno? Lavorando: una merda.

28. a che ora ti sei svegliato stamattina? 09.45

29: Cosa facevi ieri a mezzanotte? Stavo su msn e leggevo l'Unità on line.

30. qual'è la cosa per la quale non riesci ad aspettare? Leggere un libro atteso o appena scoperto che m'interessa.

31. l'ultima volta che hai visto tuo padre? Più di 16 anni fa.

32. qual'è la cosa che ti auguri di cambiare nella tua vita? Tutto.

33. che cosa stai ascoltando ora? Sto parlando al cellulare.

34. hai mai parlato con una persona che si chiama tommaso? Sì.

35. che cosa ti da su i nervi in questo momento? Il livello di disinformazione in Italia e la paura per la diffusione del virus suino.

36. la pagina web pù visitata? aNobi e l'Unità.

37. qual'è il tuo vero nome? Marianna.

38. soprannomi? Mary, Marion, Marià, La filosofa.

39. sei fidanzata/o? No.

40. segno zodiacale? Ariete, arietissima!

41. uomo, donna o transessuale? Donna.

42. scuole elementari? Le migliori, da prima della classe!

43. medie? Confuse. Iniziava il periordo ribelle-nonfacciociòchemidiconoigrandi.

44. superiori? Ribelle totale, irriverente, anticonformista nel biennio. Nel triennio più studio e più maturità.

45. colore dei capelli? Castano.

46. ultimo libro letto? Una vita tranquilla, Marguerite Duras.

47. altezza? 1,60.

48. hai una cotta per qualcuno? Forse...

49. cosa ti piace di te? Le mani, il taglio degli occhi, la testa psicotica che mi ritrovo.

50. Piercings? Solo buchi alle orecchie.

51. Tatuaggi? Non ancora...

52. sei di destra o di sinistra? Più a sinistra dei comunisti.



PRIME VOLTE:

53. Prima operazione? Mai stata operata, (tocchiamo ferro và).

54. Primo piercing? I buchi alle orecchie non sono propriamente piercing ma iniziai alle elementari.

55. Primo miglior amico? Amica. Alla scuola materna, durata poi per tutte le elementari e qualche giorno della prima media.

56. Primo sport a cui hai partecipato? Pallavolo.

57. Primo animale domestico? Pesce rosso, Tremal-Naik.

58. prima vacanza da sola? Gita scolastica in Toscana, alle superiori.

59. primo concerto? Scuole medie: Nek. Ora non ci andrei neanche pagata ma vabbè....

60. prima cotta? a neanche 12 anni per un adolescente fatto!



IN QUESTO MOMENTO:

61. stai mangiando? no

62. stai bevendo? no

63. sei sul punto di? Togliermi il pigiama (e sono le 16.20!).

64. stai ascoltando? I Don't Want To Be, Gavin DeGraw.

65. stai aspettando? Di sapere a che ora devo uscire per decidermi a staccarmi dal pc.



IL TUO FUTURO :

66. vuoi bambini? Vorrei...

67. vuoi sposarti? Nè sì nè no. Come faccio a sapere se desidero sposare qualcuno se non sto con nessuno?

68. la carriera che hai in mente? Giornalista impiegata in un giornale indipendente e scrittrice. Più un sogno che altro, temo.



COS'E' MEGLIO:

69. labbra o occhi → Occhi.

70. abbracci o baci→ Baci. E abbracci.

71. alto/a o basso/a→ alto.

72. più giovane o più vecchio/a → più  vecchio.

73. romantico/a o spontaneo/a→ Non mi frega nè di uno nè dell'altro. Direi ribelle e tenebroso.

74. una bella pancia o belle braccia → Bah...indifferente. Forse braccia.

75. sensibile o esuberante→ Irriverente.

76. storiella o relazione seria-> Voglio una storia. Non posso decidere in anticipo come la voglio.

77. Provocatore o indeciso? Provocatore.



HAI MAI:

78. baciato una persona che non conoscevi → no.

79. bevuto un liquore forte → no.

80. perso gli occhiali o le lenti a contatto → no.

81. fatto sesso al primo appuntamento →no.

82. spezzato il cuore di qualcuno → temo di sì.

83. avuto il tuo cuore spezzato → of course..

84. ti sei mai ubriacato → solo leggermente.

85. sei mai stato arrestato → purtroppo no.



CREDI:

89. in te stesso? No.

90. nei miracoli? Sì.

91. nell'amore a prima vista? Credo in quello che viene definito "Amore a prima vista" ma non lo chiamo così.

92. nel paradiso? No.

93. in Babbo natale? Sì.

94. nel Karma? Sì.

95. nel bacio al primo appuntamento? Dipende dall'appuntamento.

96. negli angeli? No.



RISPONDI SINCERAMENTE:

97. C'è una persona che vorresti fosse lì con te? Sì, ma non l'ho ancora conosciuta.

98. hai mai avuto più di un ragazzo/a contemporaneamente? No.

99. hai mai detto a qualcuno che lo amavi e non era vero? No...non credo.

100. Intitolerai questa nota le cento verità? No la intitolerò: "Assecondiamo la malata necessità contemporanea di pubblicare i fatti nostri".



P.S.:Riferito a quei due gatti e un cane che leggeranno questo post: fate copia e incolla e ripondete voi. Se volete. Se non volete, non lo fate.
martedì, 21 aprile 2009

Tabucchi all'Italia: "E' la fattoria degli animali"

E hai drammaticamente ragione, caro Tabucchi.

Per chi non lo sapesse, e non siete in pochi visto il più drastico riserbo mantenuto sulla faccenda, il noto scrittore (e concedetemelo, eccezionale scrittore, visto che è uno dei miei preferiti), è stato citato in giudizio da Renato Schifani, presidente del Senato italiano.

In un editoriale durissimo di Antonio Tabucchi, politologo di Repubblica cita Orwell e la sua -Fattoria degli animali-, esempio del più bieco modello stalinista. Nel libro tutti gli animali sono uguali, ma i maiali sono più uguali degli altri.

Per Tabucchi, seguendo la metafora orwelliana, applicando il lodo Schifani, in Italia ci sarebbero quattro maiali più uguali degli altri.

L'editorialista si occupa anche del decreto salva-processi, affermando "Berlusconi gioca pesante, agisce contro la Costituzione ed arriva a destrutturare il Paese", cioè,  per evitare una sentenza, il premier blocca tutti i processi italiani, con il risultato di inceppare la macchina della giustizia.

A causa di questi atteggiamenti, ed è l'affondo di Tabucchi "L'Italia sta vivendo un momento di emergenza democratica"

Per Tabucchi “Viviamo una situazione molto preoccupantei: immaginate Zapatero che censura un programma critico nei confronti del suo Governo? È un mondo alla rovescia. In Italia il primo ministro è proprietario dell’80% dei mezzi di informazione. La UE ha obbligato i paesi dell’Est ad abbandonare le loro leggi comuniste per entrare in Europa e poi permette all’ Italia che il primo ministro controlli la RAI, le televisioni private ed una parte dei giornali. Non è un problema italiano, è europeo. Più della curva delle banane”.

Tabucchi sostiene che la Federazione della Stampa Italiana debba denunciare la RAI al Consiglio d’Europa per abuso di potere. “Già nel 2001 Berlusconi cacciò vari professionisti della RAI con il cosiddetto editto bulgaro come se fossero stati suoi impiegati. Nessuno fece niente. Adesso ha minacciato da Vienna di voler attuare “azioni dure” contro i giornalisti, si riunisce a casa sua per nominare i nuovi direttori della RAI e censura i programmi più critici.È intollerabile, l’informazione in Italia è malata e nessuno muove un dito. In nessun paese europeo succede una cosa del genere. Se un politico spagnolo controllasse per esempio La Vanguardia, El País e sei televisioni, potrebbe essere primo ministro?”.Lo scrittore si sente “minacciato personalmente” e chiede alla stampa internazionale di presentarsi il 7 maggio a Pisa, dove comparirà di fronte al giudice per difendersi da una citazione a giudizio di Renato Schifani, presidente del Senato italiano. “Mi chiede 1.250.000 euro per un articolo apparso su L’Unità per presunti danni all’immagine” spiega. Schifani è la seconda carica dello Stato italiano, dopo il presidente della Repubblica, e non puó essere processato.


“Lui gode dell’immunità giudiziaria perché il Governo ha approvato una legge, il cosiddetto lodo Alfano, che impedisce di processare le quattro più alte cariche dello Stato. Ed io sono solo perché la denuncia non coinvolge L’Unità. È stata fatta così con lo scopo di intimidire senza che si noti molto, perché non si dica che è contro la Stampa, perché si sappia il meno possibile”.



La situazione si conosceva, Tabucchi ha solo rimarcato quanto palese. Ma in Italia la situazione potrà solo peggiorare perchè la gente fa orecchie da mercante o non gliene importa niente e continuerà a votare codesta politicaglia fascista.

Spero che il 7 maggio la libera stampa internazionale crei un caso, strimpelliai quattro venti questo sudiciume e porti un po d'aria fresca nell'informazione italiana.



Fonti: http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=3368

          www.voceditalia.it/articolo.asp
domenica, 12 aprile 2009

Disillusione, mia perenne compagna


"Si avvisano gli studenti che, secondo quanto deliberato nella seduta del Consiglio di Corso di Laurea del 01 aprile 2009, non sarà prevista una sessione straordinaria di esami ad aprile."


Scarna e lapidaria ma piena di riferimenti e significati reconditi, strutturati al secondo e al dettaglio per farci passare un'allegra e serena Paqua. Intanto la mia laurea si allontana e miei sogni svaniscono in uno spruzzo di vaporoso.


De "I giornalisti sciacalli, gli spiritualmente vicini, e il boicattaggio sdegnoso"

Mentre la terra trema ancora, in Abruzzo si scava ininterrottamente per salvare quei pochi non morti sotto le macerie e 18.000 sfollati guardano da miracolati quali sono le briciole della loro abitazione, le reti televisive italiane interrompono la normale programmazione per speciali di informazione e approfondimento sulla tragedia.

E' cosa vera e giusta. Un po più vere e decisamente meno giuste sono le ragioni, scevre dal puro dovere informativo, che animano giornalisti e accozzaglia televisiva varia. Così, del tutto gratuitamente, ci vengono spiettellati episodi di sciacallaggio giornalistico e bassezza umana.

E' che l'egoismo e l'arrivismo sono la base del nostro vivere civile e non c'è euro donato via sms o misticismo religioso che tenga il confronto.

E io?

Io boicotto gli str***oni: non guarderò più stupidi servizi televisivi dediti solo al raggiungimento di un grosso share dietro le spalle di 294 italiani morti e di altrettante famiglie distrutte.

Mi spiace annoverare anche Annozero tra i programmi da eliminare: ho sempre avuto massima stima e pieno interesse per il giornalismo di Santoro, ma l'ultima puntata è stata una rincorsa alla critica forzata, alla retorica più patetica e palese, una ricerca al colpevole senza criterio. Non lo accetto il giorno prima dei funerali delle vittime, si stava ancora scavando per cercare sopravvissuti e loro cosa fanno? Puntano il dito contro la protezione civile, i volontari ecc...solo perchè questo format fa fare loro audience? No grazie.



E prima degli esempi di giornalismo degradato, come non citare la letterucola di quattro, ripeto quattro, righe che il Santo Padre ha fatto leggere al suo segretario e che lo vedono "spiritualmente vicino e partecipe al dolore degli abruzzesi"? Ma sii FISICAMENTE presente, alza le tue chiappone e vai a tenere i funerali, troglo! L'Aquila sta a nemmeno due ore da Roma e sua santità santissima dei miei stivali che fa? Manda lettere e si fa la via crucis...

Senza parole.



Vergognoso Tg1:











L'arrogante fretta di Sposini:













Altri giornalisti sciacalli scovati da Striscia la notizia:











venerdì, 10 aprile 2009

Medea

Sono certo diversa in molte cose da molta gente.

Per me,se un ingiusto è abile a parlare,ciò che merita è una pena grossissima:

presume d'adornare i suoi torti con la lingua, e ardisce a tutte le ribalderie:

ma troppo saggio non direi che sia.

Così tu non assumere l'aspetto di brav'uomo con me,non fare sfoggi oratori:

che basta una parola a stenderti:

dovevi,se non eri quel malvagio che sei,prima convincermi,poi sposarti,e non farlo di nascosto
.




Medea - Euripide







Evelyn De Morgan
postato da: morea7 alle ore 21:57 | link | commenti (1)
categorie: books, versi, arts, miti&leggende, my heroes, my favourite stories
domenica, 15 marzo 2009

Non credo in queste liste ma mi divertono

"The Big Read reckons that the average adult has only read 6 of the top 100 books they've printed."

1) Look at the list and bold those you have read.

2) Italicize those you intend to read.

3) Underline the books you LOVE.

4) Reprint this list in your own LJ so we can try and track down these people who've read 6 and force books upon them.



1 Pride and Prejudice - Jane Austen

2 The Lord of the Rings - JRR Tolkien

3 Jane Eyre - Charlotte Bronte

4 Harry Potter series - JK Rowling

5 To Kill a Mockingbird - Harper Lee

6 The Bible

7 Wuthering Heights - Emily Brontë

8   1984  - George Orwell

9    His Dark Materials - Phillip Pullman 

10 Great Expectations - Charles Dickens

11 LIttle Women - Louisa M. Alcott

12 Tess of the D'Urbervilles - Thoman Hardy


13 Catch 22 - Joseph Heller

14 Complete Works of Shakespeare

15 Rebecca - Daphne Du Maurier

16 The Hobbit - JRR Tolkien

17 Birdsong - Sebastian Faulks

18 Catcher in the Rye - JD Salinger

19 The Time Traveller's Wife - Audrey Niffenegger

20 Middlemarch - George Eliot

21 Gone With The Wind - Margaret Mitchell

22 The Great Gatsby - F. Scott Fitzgerald

23 Bleak House - Charles Dickens

24 War and Peace - Leo Tolstoy

25 
The Hitchhiker's Guide to the Galaxy - Douglas Adams


26 Brideshead Revisited - Evelyn Waugh

27 Crime and Punishment - Fedor Dostoyevsky

28 Grapes of Wrath - John Steinbeck

29 Alice in Wonderland - Lewis Carroll

30 The Wind in the Willows - Kenneth Grahame

31 Anna Karenina - Leo Tolstoy

32 David Copperfield - Charles Dickens

33 Chronicles of Narnia - CS Lewis

34 Emma - Jane Austen

35 Persuasion - Jane Austen

36 The Lion, The Witch and The Wardrobe - CS Lewis 

37 The Kite Runner - Khaled Hosseini

38 Captain Corelli's Mandolin - Louis De Bernieres

39 Memoirs of a Geisha - Arthur Golden

40 Winnie the Pooh - AA Milne

41 Animal Farm - George Orwell

42 The Da Vinci Code - Dan Brown

43 One Hundred Years of Solitude - Gabriel Garcia Marquez

44 A Prayer for Owen Meaney - John Irving

45 The Woman in White - Wilkie Collins

46 Anne of Green Gables - LM Montgomery

47 Far From The Madding Crowd - Thomas Hardy

48 The Handmaid's Tale - Margaret Atwood

49 Lord of the Flies - William Golding

50 Atonement - Ian McEwan

51 Life of Pi - Yann Martel

52 Dune - Frank Herbert

53 Cold Comfort Farm - Stella Gibbons

54 Sense and Sensibility - Jane Austen

55 A Suitable Boy - Vikram Seth

56 The Shadow of the Wind - Carlos Ruiz Zafon

57 A Tale Of Two Cities - Charles Dickens

58 Brave New World - Aldous Huxley

59 The Curious Incident of the Dog in the Night-time - Mark Haddon

60 Love In The Time Of Cholera - Gabriel Garcia Marquez

61 Of Mice and Men - John Steinbeck

62 Lolita - Vladimir Nabokov

63 The Secret History - Donna Tartt

64 The Lovely Bones - Alice Sebold

65 Count of Monte Cristo - Alexandre Dumas

66 On The Road - Jack Kerouac

67 Jude the Obscure - Thomas Hardy

68 Bridget Jones's Diary - Helen Fielding

69 Midnight's Children - Salman Rushdie

70 Moby Dick - Melville

71 Dracula - Bram Stoker


72 Oliver Twist - Charles Dickens

73 The Secret Garden - Frances Hodgson Burnett


74 Notes From A Small Island - Bill Bryson

75 Ulysses - James Joyce

76 The Bell Jar - Sylvia Plath

77 Swallows and Amazons - Arthur Ransome

78 Germinal - Emile Zola

79 Vanity Fair - William Makepeace Thackeray

80 Possession - AS Byatt

81 A Christmas Carol - Charles Dickens

82 Cloud Atlas - David Mitchell

83 The Color Purple - Alice Walker

84 The Remains of the Day - Kazuo Ishiguro

85 Madame Bovary - Gustave Flaubert

86 A Fine Balance - Rohinton Mistry

87 Charlotte's Web - EB White

88 The Five People You Meet In Heaven - Mitch Albom

89 Adventures of Sherlock Holmes - Sir Arthur Conan Doyle

90 The Faraway Tree Collection - Enid Blyton

91 Heart of Darkness - Joseph Conrad

92 The Little Prince - Antoine De Saint-Exupery

93 The Wasp Factory - Iain Banks

94 Watership Down - Richard Adams

95 A Confederacy of Dunces - John Kennedy Toole

96 A Town Like Alice - Nevil Shute

97 The Three Musketeers - Alexandre Dumas

98 Hamlet - William Shakespeare

99 Charlie and the Chocolate Factory - Roald Dahl

100 Les Miserables - Victor Hugo
postato da: morea7 alle ore 11:21 | link | commenti
categorie: books, liste, my favourite stories
domenica, 22 febbraio 2009

Inverno













Sale la nebbia sui prati bianchi

come un cipresso nei camposanti

un campanile che non sembra vero

segna il confine fra la terra e il cielo.



Ma tu che vai, ma tu rimani

vedrai la neve se ne andrà domani

rifioriranno le gioie passate

col vento caldo di un'altra estate.



Anche la luce sembra morire

nell'ombra incerta di un divenire

dove anche l'alba diventa sera

e i volti sembrano teschi di cera.



Ma tu che vai, ma tu rimani

anche la neve morirà domani

l'amore ancora ci passerà vicino

nella stagione del biancospino.



La terra stanca sotto la neve

dorme il silenzio di un sonno greve

l'inverno raccoglie la sua fatica

di mille secoli, da un'alba antica.



Ma tu che stai, perché rimani?

Un altro inverno tornerà domani

cadrà altra neve a consolare i campi

cadrà altra neve sui camposanti.



Fabrizio De Andrè


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categorie: songs, versi, my heroes, rock soul, poetic season
domenica, 01 febbraio 2009

La donna ha bisogno dell'uomo come un pesce della bicicletta

L'elegante proposizione che dà il titolo a questo post è uno dei motti tra i più rappresentativi di quell'ampio e stratificato movimento che è il femminismo. Non è mia intenzione fare un'apologia del movimento o un riassunto della rivoluzione storica che lo ha accompagnato, nè strillare slogan pro-female. E non perchè sia una persona moderata e non di parte (io sono indiscutibilemnte di parte, sia chiaro), ma perchè mi prospetto di farlo in altre e più accreditati discussioni.

Mi riservo invece di rovesciare la mia bile verso il nuovo Neofemminismo o quello che vogliono sfacciatamentre spacciare per tale. Ovverosia una sorta di ribellione sessuale tardiva e lasciva all'ennesima potenza, in cui pare che la donna affranchi se stessa dal virginale pudore che, secondo l'antica tradizione, le sue virtù dovrebbero immancabilmente contemplare. Pare che la definizione sia scaturita da un libro molto in voga in Europa e millantato come opera d'arte summa, vero manifesto del femminismo del XXI secolo. Non vi nego che queste premesse mi avevano incuriosita e anelavo con fervore a leggere questo capolavoro con il serio intento di ergerlo, se avesse confermato le previsioni, a caposaldo della mia filosofia di vita.



Ad esser messo in discussione qui non è libro che non conosco, non l'ho letto, non lo giudico e non lo nomino. E che mi riservo comunque di leggere.

Quello che, da femminista, non tollero è che mi si propini come modello neofemminista, una semi-ninfomane grottesca nel suo pensare e fortemente maschilizzante nel suo agire.

La donna deve ricorrere a una sessualità spinta, volgare e malata e d indulgere esclusivamente sugli attributi del suo corpo? Perfetto. Fateci pure mille libri, ma non mi innalazate questa scabra figura a prototipo di una nuova rivoluzione femminile, perfavore. Qualche mentecatto potrebbe anche crederci. Credere che le donne, oggi, mirino ad uniformarsi ad atteggiamenti e desideri fallocratici, spacciandoli per desideri propri.

E non inficiate il nome del neofemminismo che, al contrario, è esploso per diversificare con furore la donna dall'uomo e renderla una indipendente padrona di sè e del suo destino.

Che poi io sia fermamente convinta che questo obiettivo non sia stato ancora del tutto raggiunto e che sono molto poche le donne che non cedono ai ricatti istitutivi-morali, è un altro discorso.

E comunque sempre "Io sono mia!".


Sistema scolastico e sistema universitario americano

Oh be'...è la mia nuova passione-ossessione e devo organizzarla e catalogarla da qualche parte. Ti tocca , oh mio fedele blog.





Sistema Scolastico:



Il sistema scolastico è il più facile anche perchè segue, grosso modo, un iter simile a quello italiano.

La scuola prevede 12 gradi (suddivisi in categorie a seconda dello stato considerato); una organizzazione generica può essere la seguente:

-Elementary School: dal 1° al 5° grado

-Middle School (detta anche Junior High School): dal 6° all'8° grado

-High School: dal 9° al 12° grado



Come si può notare uno studente degli US si diploma generalmente un anno prima rispetto a uno studente italiano (per il quale gli anni di scuola previsti sono 13).



E' prevista anche una nursery school per i bambini al di sotto dei 5 anni e un kindergarten per i bambini di 5 anni: messi insieme fanno l'asilo italiano. Il bambino statunitense inizia quindi il suo percorso scolastico all'età di 5-6 anni (più o meno come in Italia) e termina il suo percorso a 17-18 anni.

Durante la high school, lo studente deve frequentare un numero di materie obbligatorie e sceglierne altre complementari che aiuteranno il ragazzo a formare un piccolo curriculum indirizzato ad uno sviluppo universitario o professionale.

I voti, come risulta ben noto dai telefilm che spopolano fra i teenagers, vanno dalla A alla F.





Sistema Universitario:



Il programma universitario inizia con le Undergraduate Degrees, ovvero un percorso accademico che può durare da 2 a 4 anni; è possibile continuare gli studi seguendo le Graduate Degrees che vanno da 1 a 2 anni.

Prima di iniziare con la distinzione fra UD e GD, cerchiamo di svelare il mistero: come si traduce "università" in inglese?

Bene, ci sono tre tipi di università:

-il College: fornisce solo percorsi Undergraduate.

-la University: fornisce percorsi Undergraduate e Graduate.

-l'Institute: fornisce un percorso Undergraduate e Graduate specializzato in un settore di interesse (ad es. Institute of Art, Institute of Business, Institute of Technology, etc...).





1. Undergraduate Degrees



Le lauree Undergraduate dipendono dalle scelte effettuate dallo studente: egli può voler scegliere di continuare gli studi terminando un Undergraduate Program approfondito (della durata di 4 anni) per poi continuare con il Graduate Program; si possono scegliere percorsi orientati alla formazione professionale tecnica (che non conferiscono una vera e propria laurea, bensì un "certificato"); infine, è possibile scegliere una via di mezzo fra il percorso Undergraduate approfondito e il percorso professionale, consistente in un corso di studi della durata di 2 anni che fornisce una ricca preparazione umanistica e scientifica.



Dunque, su questa base, ricapitoliamo e distinguiamo:

-Technical and Vocational Colleges: durano 1 anno o poco più e conferiscono un certificato.

-Community Colleges: durano 2 anni e conferiscono due tipi di lauree chiamate Associate of Arts (A.A.) e Associate of Science (A.S.)

-Colleges: durano 4 anni e conferiscono due tipi di lauree chiamate Bachelor of Arts (B.A.) e Bachelor of Science (B.S.)

-Universities: danno la possibilità di conseguire il B.A. o il B.S. e continuare con un corso di laurea Graduate.



Possiamo notare come, grosso modo, la laurea triennale italiana equivalga a un B.A. o a un B.S., rimanendo un gradino più in alto rispetto alle A.A. e A.S. e un gradino più in basso rispetto alle lauree Graduate.

E' bene precisare che alcuni Colleges e alcune Universities offrano corsi Undergraduate già specializzati, della durata di 5 anni, che conferiscono una laurea di interesse (Bachelor of Engineering, Bachelor of Business Administration, Bachelor of Architecture, etc...).

E' possibile conseguire una speciale Associate degree (A.A. o A.S.) che possa consentire il completamento fino alla Bachelor Degree.



Gli anni della Bachelor degree si distinguono in:

-1 anno: freshman year

-2 anno: sophomore year

-3 anno: junior year

-4 anno: senior year



I primi due anni vengono denominati "Lower Division" mentre gli ultimi due "Upper Division".

Ogni anno è generalmente diviso in semestri (ma alcune università scelgono di adottare i quadrimestri o i trimestri).

Le interruzioni delle lezioni vanno da 2 a 4 settimane per il periodo Dicembre-Gennaio e 1 settimana tra Marzo e Aprile.



La Bachelor degree può essere conseguita anche in meno tempo del previsto dato che alcuni corsi vengono tenuti durante l'estate (sia per coloro i quali intendono terminare gli studi con anticipo che per gli studenti che intendono ri-seguire un insegnamento).





In tutti i casi, il sistema Undergraduate funziona a crediti: per completare il corso di studio possono esserne necessari da 130 a 180. Il voto per ciascuna materia va da A ad F e viene dato dall'insegnante del corso sulla base di svariati fattori quali:

-partecipazione attiva durante la lezione

-test in itinere

-seminari

-lavori di gruppo e di laboratorio

La frequenza è, nella quasi totalità dei corsi, strettamente obbligatoria!

Che io ricordi, non esiste una votazione finale di laurea (è sufficiente avere conseguito i crediti necessari ad ottenere il titolo) tranne che per particolari casi in cui viene conferita una Honor Degree per brillanti meriti con il seguente ordine (dal più alto al più basso): summa cum laude, magna cum laude, cum laude.





2. Graduate Degrees



Le due lauree Graduate che si possono conseguire negli USA sono la Master's Degree a cui segue la Doctoral Degree.

La Master's Degree è il completamento di un percorso di studi iniziato già con la Bachelor Degree in un corso undergraduate: dura da uno a due anni ed è l'equivalente alla laurea specialistica italiana (o a quella di vecchio ordinamento).

Si può scegliere di seguire due percorsi:

-Academic Master's: è un percorso graduate accademico finalizzato alla ricerca che prevede una continuazione con la Doctoral Degree; si possono conseguire titoli quali Master of Arts (M.A.) e Master of Science (M.S.)

-Professional Master's: è un percorso graduate "autoconcludente"  finalizzato alla formazione professionale dello studente in ambiti di alta competenza; si possono conseguire titoli quali Master of Business Administration (M.B.A.), Master of Social Work (M.S.W.), Master of Fine Arts (M.F.A.), etc...



In entrambi i casi, i corsi di studio possono durare da 30 a 60 crediti conseguendo voti che vanno da A ad F basati su discriminanti più importanti rispetto ai voti della bachelor degree (come tenere lezioni, seminari, organizzare lavori con i professori).



La scelta di proseguire con la Doctoral Degree (a volte chiamata Post-Graduate Degree) corrisponde esattamente al dottorato di ricerca italiano: il programma di studio prevede da 5 a 8 anni di lavoro che può essere o meno avallato a discrezione del professore che coordina il gruppo di ricerca, il quale riterrà il lavoro soddisfacente o meno.



I titoli conseguiti al termine della Doctoral Degree possono essere:

-il più comune è il ben noto Ph.D. (Doctor of Philosophy). Non lasciamoci ingannare dalla traduzione del termine, la filosofia non c'entra niente (ad es. può avere un Ph.D. anche un laureato in matematica).

-altri titoli possono essere Ed.D. (Doctor of Education) o D.B.A. (Doctor of Business Administration), etc...

-titoli speciali vengono conferiti a scuole di medicina, come M.D. (Medical Doctor), già visto nella popolare serie televisiva House M.D. che è stato erroneamente tradotto come Medical Division.



Per l'elevata complessità della Doctoral Degree, spesso gli italiani (coloro i quali hanno avuto esperienza accademica negli USA) ritengono che la VERA UNIVERSITA' inizi proprio con questo corso di studi.







Fonte www.associazioneelectron.org/mambo/index.php
giovedì, 29 gennaio 2009

Pro e contro delle Pecore nere

Passare le giornate a ripetere a me stessa che il ruolo anomalo che mi sono scelta mi rende ciò che sono e che ciò che sono è anomalo quanto il ruolo stesso, non basta più.

Star fuori dal gregge belante è una scelta più che un'indole. Ma anche viceversa oramai. Una necessità che è divenuta l'unica accettabile in un mondo di pecorelle omologate. Dove la diversità è rinnegata, temuta, derisa, quella stessa che io considero un dono prezioso da difendere e nutrire. Qui qualcuno sbaglia: o io o loro, e alla fine dei conti vedremo chi è.

Pecora nera sì, fin nel profondo dell'anima. Ma anche ad una pecora nera serve un gruppo.

Un piccolo e delineato branco di pecore beige o marroni o anche caprette grigie, toh.

Probabilmente, per definizione, inficerebbero il ruolo che la pecora nera riveste, ma in barba a qualsiasi luogo comune, questo compreso, io un gruppo lo vorrei.

A patto che non scolori il mio vello notteo.

Deve quindi avere certe caratteristiche e siccome il desiderio di far parte di un gruppo adeguato a me è fantasia quanto i cerchi delle fate che da bambina scorgevo ovunque, posso permettermi di esagerare nelle decorare il mio desiderio.





Al momento il prototipo di ordine cui vorrei aderire è per molti versi simile alle confraternite massoniche. In realtà del fine ultimo del miglioramento dell'umanità, dell'arricchimento dei singoli, e di tutte quelle baggianate di fedeltà e giuramenti, non me ne può fregare un'emerita acca.

Quel che mi attira enormemente della questione è l'aspetto misterioso e segreto di codeste confraternite, la conoscenza assoluta in certi settori, l'anticonformismo di base, e soprattutto l'idea di usare simboli e messaggi cifrati che solo loro possono comprendere. Anche la mania di lasciare tesori nascosti e simboli celati per raggiungerli non mi dispiace, e già qui scadiamo nel cinematografico. Però è il mio sogno quindi mi arrogo anche questo diritto.

Ok in realtà con i massoni la mia idea di "gruppo" ha solo questo in comune ma è storicamente figo paragonarlo a loro.

E il simbolo del mio ectoplasmatico gruppo sarebbe una bacchetta intrecciata a una piuma che scrive su una foglia incisioni runiche ed è disegnata una fata con la spada. Complesso ma sempre meglio della solita aquila!

Quanto hai drammaticamente ragione, Buk!

I molli




sono sempre lì a proclamare

che adesso si concentreranno

sul lavoro, che di solito è

scrivere o dipingere

è noto, naturalmente, che hanno

talento, è solo che...bè...

non hanno ancora avuto

un'occasione.

troppi problemi si sono messi

in mezzo:affari andati male, occupazioni per

sbarcare il lunario, figli,malattie, ecc.

ma adesso, proclamano,

penseranno solo a quello.

si concentreranno  solo a quello.

si concentreranno sul

lavoro,

adesso è finalmente venuto

il momento.

il talento ce l'hanno.

adesso il mondo se ne accorgerà.

sissignore, ci siamo.

 

questi tizi sono dappertutto.

sempre in procinto

di.

quasi mai cominciano.

e quando lo fanno

s'arrendono subito.

è una sorta di

capriccio.

vogliono la fama.

la vogliono in fretta.

ma non hanno mica fretta

di mettersi al lavoro

sono capaci solo di sognare

e proclamare,

proclamare,

proclamare.



Charles Bukowski
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categorie: versi, male di vivere, my heroes
mercoledì, 28 gennaio 2009

Stato latente

Nero.

Bolle d'inchiostro.

Oblio.

Niente speranza.

Assenza di sogni.

Nulla.

Soffocare.

Empty.

Eco.

Zero.







Staticità.

Paura.

Depressione.

Assenza di senso.

Limbo.

Ostilità.

Apatia.

Mancanza di stimoli.

Incompresi.

Freddo.

Natura avversa.

Mondo ostile.







Sconforto.

Prostrazione.

Indolenza.

Ignavia.

Invidia.

Oppressione.

Smarrimento.

Inquietudine.

Rabbia.










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categorie: arts, photography, imagine, male di vivere, lato oscuro, le mie fasi

Remember

È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo.

ANNE FRANK





Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo.

Come una rana d'inverno

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole:

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

PRIMO LEVI



Quante strade deve percorrere un uomo

prima di essere chiamato uomo?

E quanti mari deve superare una colomba bianca

prima che si addormenti sulla spiaggia?

E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone

prima che verranno abolite per sempre?

La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,

la risposta sta soffiando nel vento

Per quanto tempo un uomo deve guardare in alto

prima che riesca a vedere il cielo?

E quanti orecchie deve avere un uomo

prima che ascolti la gente piangere?

E quanti morti ci dovranno essere affinché lui sappia

che troppa gente è morta?

La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,

la risposta sta soffiando nel vento

Per quanti anni una montagna può esistere

prima che venga spazzata via dal mare?

E per quanti anni può la gente esistere

prima di avere il permesso di essere libere

E per quanto tempo può un uomo girare la sua testa

fingendo di non vedere

La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,

la risposta sta soffiando nel vento

(Blowing in the wind - Bob Dylan)











Le 2.771 lapidi erette a Berlino come monito e memoria dell'Olocausto
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categorie: ricorrenze, versi, quote, lato oscuro
sabato, 24 gennaio 2009

Chino sulle sere

Poesia metafora della solitudine e dell'inquietudine umana, perse nel ricordo e nel terribile splendore della natura, temi cari a Neruda. Mi sono innamorata della quarta strofa, coglie in maniera sublime la perdizione dell'uomo nell'amore.





Chino sulle sere, lancio le mie reti tristi

nei tuoi occhi oceanici.

Lì si tende e arde nella pira più alta

la mia solitudine che annaspa come un naufrago.

Lancio rossi segnali oltre i tuoi occhi assenti

che ondeggiano come il mare sulla sponda di un faro.



Sorvegli solo le tenebre, femmina distante e mia,

dal tuo sguardo talora emerge la costa dello spavento.



Chino sulle sere, getto le mie reti tristi

in quel mare che scuote i tuoi occhi oceanici.



Gli uccelli notturni beccano le prime stelle

che splendono come la mia anima quando ti amo
.



La notte galoppa sulla sua cavalla ombrosa

sparpagliando spighe azzurre sul campo.



Pablo Neruda
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categorie: love, versi, male di vivere, potereparola
sabato, 17 gennaio 2009

E nell'inferno scatenarono l'inferno

Non posso esimermi dar dire la mia sulla contestazione in atto contro Santoro e Annozero. Breve ricapitolazione: nell'ultima puntata si trattava la guerra nella Striscia di Gaza quando la giornalista Maria Annunziata contesta la conduzione della questione nella trasmissione, perché, a suo parere, evidentemente filo-palestinese. Detto ciò si alza e se ne va.
Conseguenze, apriti cielo! O meglio, apriti cielo se non ti avessero già aperto le bombe, israeliane o palestinesi che siano.
Ora, si è vero che QUELLA SERA Annozero ha trattato la questione palestinese più che la questione israeliana, ed è vero che la reazione di Santoro agli improperi dell'Annunziata non è stata elegante, ma qui si sta parlando di coinvolgere la Commissione parlamentare di vigilanza e di far chiudere i battenti ad Annozero!
Questo genere di esagerazione, tutta italiana per giunta, è palesemente una sorta di "Ehi guarda, ha fatto un passo falso il Santoro, cogliamo la palla al balzo e togliamoci una voce scomoda di torno, dai!".
E sottolineo palesemente altrimenti come potrei spiegarmi il gesto del Presidente della Camera Gianfranco Fini che due secondi dopo la fine della trasmissione telefona a Petruccioli e inalbera il suo disappunto verso "un giornalista che va censurato". Cosa??? Censurato? Please, può ripetere?! Per non parlare di Berlusconi che "è solidale con la Annunziata" ma che si è dimenticato che nel 2006 lui stesso ha lasciato per protesta la trasmissione dell'Annunziata stessa ("In mezz'ora")!
E da lì una valanga di accusatori, sbucano come carciofi. Nessuno si era esposto più di tanto sul conflitto israelo-palestinese esploso oramai da più di qualche giorno e ora BOOM tutti interessati e non alla guerra, badate bene, a Santoro! Ciò che ai nostri politucoli interessa non è cercare il modo di aiutare quella gente o interessarsi alla loro sorte o impegnarsi a fare qualcosa di concreto con le altre nazioni per fermare la guerra. Vorrete scherzare? No, ciò che conta è chiudere Annozero e tappare la bocca a Santoro.
Punto numero due: nessuno di codesti blablatori si è fermato a riflettere su ciò che Santoro ci ha mostrato ovvero una sfilza di gente MORTA o moribonda o disperata per aver visto i propri figli/genitori/fratelli/sorelle/cugini/zii/amici sbriciolarglisi in mano. E dov'è l'errore? Doveva fare vedere anche qualche israeliano morto in più è questo che gli si contesta?
L' informazione è o dovrebbe essere pluralistica e quindi, per forza di cose è anche parziale. In quella puntata, Annozero ci ha informati su un certo lato della violenza e del dolore. Forse bisogna contestargli di aver scelto di raccontare la parte più cruenta della tragedia, visto che più di trecento bambini palestinesi (per non parlare degli adulti) sono stati uccisi dalle bombe israeliane al fosforo bianco? Per chi non lo sapesse il fosforo bianco è una sostanza che a contatto con l'ossigeno brucia e disintegra parti organiche (l'uomo sarebbe la parte organica nella fattispecie....) e non c'è acqua che tenga che possa spegnerlo, corrode dolorosamente finchè non consuma, braccia, gambe, occhi, cervello....
E davanti a questo schifo, l'inferno che sanno vedere gli italiani, o meglio i politici italiani, riguarda solo l'uscita di studio dell'Annunziata e la possibilità di togliersi Santoro dalle scatole?!

Nient'altro da aggiungere. E ora scusate, vado a vomitare.

Il maleficio della farfalla

Prologo assolutamente eccezionale a mio avviso, del dramma entomologico "El maleficio de la mariposa" di un grande poeta Federico Garcìa Lorca.


"Signori, la commedia alla quale state per assistere è modesta e inquietante. È la povera commedia di chi, volendo graffiare la luna, graffia invece il proprio cuore. L’amore, allo stesso modo in cui attraversa con i suoi inganni e i suoi tradimenti la vita dell’uomo, nel nostro caso attraversa una sperduta prateria popolata d’insetti, dove, molto tempo fa, la vita era pacifica e serena. Gli insetti erano contenti, preoccupati soltanto di bere in tutta tranquillità le stille di rugiada e di educare i loro figlioli nel santo timore dei loro dèi. Si amavano per consuetudine e senza affanni. L’amore passava di padre in figlio come un vecchio, prezioso gioiello ricevuto dal capostipite direttamente dalle mani di Dio. Con la stessa tranquillità e certezza del polline dei fiori che si consegna al vento, essi si godevano l’amore sotto l’erba umida. Ma un giorno… ci fu un insetto che volle andare oltre l’amore. Si lasciò incantare da una visione immensamente lontana dalla sua vita… Forse aveva letto con non poca difficoltà un libro di versi abbandonato sul muschio da uno di quei pochi poeti che sogliono passeggiare per i campi, restando intossicato da frasi del tipo «ti amo, donna crudele». Ecco perché io vi supplico, tutti quanti, di non lasciare mai libri di versi sui prati, perché potreste provocare una tremenda desolazione fra gli insetti. La poesia che si chiede perché cadono le stelle è assai nociva alle anime non ancora sbocciate… È superfluo dirvi che il povero animaletto innamorato ne morì. Ma è che la Morte ama camuffarsi da Amore! Quante volte l’enorme scheletro munito di falce che vediamo ritratto sui libri di preghiere assume sembianze femminili per ingannarci e aprirci le porte della sua ombra! Si direbbe che il piccolo Cupido sovente dorma nelle vuote orbite del suo teschio. E in quante antiche fiabe un fiore, un bacio o uno sguardo svolgono il medesimo atroce compito del pugnale! Un vecchio silfo dei boschi, fugito da un libro del grande Shakespeare, che se ne va per i prati reggendo con delle stampelle le sue ali avvizzite, raccontò al poeta questa storia occulta una sera d’autunno, quando ormai le greggi si erano allontanate e adesso il poeta ve la ripete avvolta nella propria malinconia. Ma prima di incominciare, voglio rivolgere a voi la stessa preghiera a lui rivolta dal vecchio silfo quella sera d’autunno, quando le greggi si erano ormai allontanate. Perché sentite tanta ripugnanza verso certi insetti lindi e lucenti che si muovono graziosamente in mezzo all’erba? E perché a voi uomini, ricolmi di peccati e incorreggibili vizi, ispirano tanto ribrezzo i buoni vermiciattoli che se vanno tranquillamente a spasso per i prati sotto il sole nei tiepidi mattini? Che ragione avete per disprezzare quel lato minore della Natura? Se non amerete profondamente la pietra e il verme non entrerete nel regno dei Cieli. Anche il vecchio silfo lo disse al poeta: «Ben presto verrà il regno degli animali e delle piante; l’uomo si dimentica del suo Creatore, mentre l’animale e la pianta si trovano assai vicini alla sua luce; di’, o poeta, agli uomini che l’amore nasce con uguale intensità a tutti i livelli di vita; che il medesimo ritmo della foglia mossa dal vento lo ha la stella lontana e che le stesse parole della fronte nell’oscurità le ripete sul medesimo tono il mare; di’ all’uomo di essere umile, perché tutto è uguale nella Natura!». Non disse altro il vecchio silfo. Ora, seguite la commedia. Forse vi farà ridere che questi insetti parlino come tanti piccoli uomini, come degli adolescenti. E, se da essa trarrete una qualche profonda lezione, andate nel bosco a ringraziare il vecchio silfo con le stampelle, in una sera tranquilla, quando le greggi si siano allontanate."
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categorie: love, books, versi, scrittori, quote, male di vivere
martedì, 13 gennaio 2009

Deandreite acuta

Eh non c'è niente da fare. Sono abituata a fare i conti con la mia tendenza a cadere in periodi e fasi corrispondenti ognuno a una qualche passione totalizzante e ora tocca a De Andrè che in realtà non è proprio un autsider, è più un ritorno di fiamma, anzi un riattizzamento di fiamma (si dice riattizzamento? bo...) dal momento che non si era mai del tutto estinta, ma sonnecchiva alimentata da qualche sprazzo di canzone.
Ma ora l'incendio è divampato, la "fase de andrè" mi permea totalmente e per quanto solitamente siano potentemente invasive le mie passioni e i miei periodi, questa lo è se possibile di più mi sa. Diciamo che è direttamente proporzionale all'assuluta bellezza della misica di Fabrizio. E questo rende bene l'idea.



AMORE CHE VIENI, AMORE CHE VAI



Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
io t' ho amato sempre , non t' ho amato mai
amore che vieni , amore che vai
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categorie: songs, versi, my heroes, le mie fasi
venerdì, 09 gennaio 2009

Propositi 2009 e libri 2008

L'inizio anno è sempre foriero di buoni propositi e per i maestri in tali risoluzioni questo periodo rappresenta una vera pacchia creativa. Io sono una di questi: passo l'anno a prefiggermi obiettivi e proponimenti di varia natura che nel 98,7 dei casi vanno allegramente a catafottersi, come direbbe il caro Salvo. E i miei propositi per il 2009 sono tantissimi, svariatissimi e svirgolatissimi.

Una vera apoteosi poietica!

Ora, un lettore attento si aspetterebbe l' elenco dei summillantati, ma considerato che il fine ultimo di tale post non ha nulla a che fare con il suo seppur bell' incipit (perchè bisogna ammetterlo, per essere bello è bello! sconclusionato forse, ma nessuno è perfetto neanche i miei pezzi...), non mi sbilancio. Anzi cambio totalemente argomento al fine di creare una certo senso di disorientamento e smarrimento nell'ipotetico lettore, cosicchè possa saldare i suoi pensieri sul prossimo argomento con famelico interesse.

O perchè sono perfida, chissà.



E il prossimo argomento non è un argomento ma è la lista dei 10 libri migliori letti nel 2008. L'idea l'ho "rubata" dal Cottage di Zeruhur (www.zeruhur.net/archives/984) e si è rivelata essere un'attività più ardua del previsto.





  1. La saga della Tribù Malaussen - Daniel Pennac

  2. Jack Frusciante è uscito dal gruppo - Enrico Brizzi

  3. Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi

  4. Don Chisciotte - Miguel Cervantes

  5. Fahreneit 451 - Ray Bradbury

  6. Saltatempo - Stefano Benni

  7. Harry Potter e i doni della morte - Joanne Rowling


  8. Il giovane Holden - Jerome Salinger

  9. I fiori blu - Raymond Queneau


  10. Il colore della magia - Terry Pratchett


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categorie: books, liste, my heroes, tracce di pensiero, my favourite stories

La Grande poesia...scomparsa

Internet. Il cyber-spazio, l'enciclopedico ammasso di cultura e cavolate, informazione e gossippate, il virtual site dove tutto esiste e tutto pote, dove basta un click e ti si spalancano davanti le porte della conoscenza. O almeno così dicono. Fatto sta che in uno dei miei più incomprensibili raptus, mi sono messa a ricercare l'elenco dei poeti le cui raccolte di poesie sono state, qualche anno fa, riassunte e propososte in una collana (La Grande Poesia) associata al Corriere della Sera. Il motivo di questa ricerca non è umanamente ricostruibile, basti sapere che a quanto pare e a parte qualche sporadica notizia sulla data delle uscite, non è riscontrabile alcun alenco dei 30 libri proposti, nessuna notizia su quali siano i 30 poeti più importanti secondo il Corriere della sera.

Di per sè la cosa non farebbe scalpore, d'altronde a chi sarebbe mai utile conoscere i 30 poeti che costituiscono la Grande poesia secondo uno dei più stimati e attempati quotidiani nazionali? Fatto sta che io li cercavo, ma che al loro posto ho trovato notizie su chissà quale edizione del Grande fratello, da cui sono stati prepotentemente scalzati e di cui, in tutta sincerità non ne sentivo l'esigenza.

Strano ma vero, la cosa mi ha lasciato un po l'amaro in bocca e non volendomi arrendere all'evidente vittoria dei reality show sulla grande poesia, mi impegno a ricercare quali sono i 30 autori e a pubblicarli in questo post. Forse in qualcuno di questi libri c'è l'elenco completo. Nell'attesa comincio ad inserire, anche se non in ordine di uscita, i poeti che in base alle mie riminescenze o a scampoli di appassionati su internet sono riuscita a raccogliere. Sono 25 su 30, ma possono bastare a chi un giorno, soggetto a eguale e incomprensibile raptus, voglia conoscerli.







  1.  Eugenio Montale




  2. Giacomo Leopardi




  3. Giuseppe Ungaretti




  4. Francesco Petrarca




  5. Giovanni Boccaccio




  6. Dino Campana




  7. Gabriele D'annunzio




  8. Bertolt Brecht




  9. Sylvia Plath




  10. Pablo Neruda




  11. Federico Garcìa Lorca




  12. Williamo Shakespeare




  13. Dante Alighieri




  14. Rabindranath Tagore




  15. Charles Baudelaire




  16. Arthur Rimbaud




  17. Kostantinos Kavafis




  18. Walt Whitman




  19. Edgar Lee Master




  20. Dylan Thomas




  21. Guillaume Apollinare




  22. Valdimir Majakojskij




  23. Rainer Maria Rilke




  24. Fernando Pessoa




  25. Emily Dickinson






Grazie Faber

10 anni fa abbandonava questo mondo la voce più bella e il cantautore più geniale che l'universo musicale italiano abbia mai avuto. Spero che dovunque egli sia continui a comporre e cantare. Questo mondo gli è in debito. Per chi non lo avesse capito parlo del mitivo Fabrizio De Andrè.






postato da: morea7 alle ore 18:14 | link | commenti
categorie: songs, ricorrenze, video, my heroes, potereparola, rock soul

Eppure c'è chi dice che siamo soli....

L' Hubble Deep Field (campo profondo di Hubble) è l'immagine di un frammento di universo visivile attraverso  l'Orsa maggiore. Pare sia talmente piccolo da contenere solo poche stelle della via lattera quindi tutto quello che vi si scorre a occhio nudo e ad un eventuale ingrandimento sono galassie. Giovani vecchie grandi piccole galassie, in ognuna delle quali si strutturano probabilmente uno o più agglomerati di pianeti simili al nostro sistema solare.

Ora mi chiedo, se in un così miserrimo frammento di universo esistono tanti triliardi di galassie troppo lontani perchè noi possiamo realmente conoscerli, come possiamo affermare con certezza che non esiste altra vita simile o no a quella sviluppatasi sulla terra? E' impossibile e comunque non ci credo. Forse il nostro pianetucolo si trova in un angolo remotissimo e irrangiugibile dello spazio. Se così fosse e in barba alle guerre dei mondi che il cinema ci propina, sarebbe un peccato. Un enorme perdita non conoscere altri mondi.

Guardando quest'immagine meravigliosa non posso fare a meno di sentirmi una nullità spersa nell'immensità, ma sospesa in una perenne espressione di meraviglia e sorpresa...







dettaglio:




postato da: morea7 alle ore 17:49 | link | commenti (4)
categorie: scienza, astronomia, imagine, tracce di pensiero
lunedì, 08 dicembre 2008

Logical song - Supertramp













When I was young, it seemed that life was so wonderful,

a miracle, oh it was beautiful, magical.

And all the birds in the trees, well they'd be singing so happily,

joyfully, playfully watching me.

But then they send me away to teach me how to be sensible,

logical, responsible, practical.

And they showed me a world where I could be so dependable,

clinical, intellectual, cynical.



There are times when all the world's asleep,

the questions run too deep

for such a simple man.

Won't you please, please tell me what we've learned

I know it sounds absurd

but please tell me who I am.



Now watch what you say or they'll be calling you a radical,

liberal, fanatical, criminal.

Won't you sign up your name, we'd like to feel you're

acceptable, respecable, presentable, a vegtable!



At night, when all the world's asleep,

the questions run so deep

for such a simple man.

Won't you please, please tell me what we've learned

I know it sounds absurd

but please tell me who I am.
postato da: morea7 alle ore 15:09 | link | commenti (3)
categorie: songs, versi, rock soul
martedì, 04 novembre 2008

MetamorfArt

Interessante e non di immediatissima interpretazione l'opera di questa giovane e talentuosa artista, disegnatrice di comics e fantasy in genere, Camilla d'Errico www.camilladerrico.com/gallery/
























































postato da: morea7 alle ore 23:46 | link | commenti (3)
categorie: fantasy, imagine, estro creativo

Quello che vorrei essere e che mai sarò









"Lei non è un'impiegatuccia della penna che giorno dopo giorno alimenta un quotidiano, nè un reporter mondano che comunica via telefono articoli prefabbricati all'ora dell'aperitivo. No, la vedeva piuttosto come giornalista di punta, del genere "presa diretta sulla realtà", che scompare per settimane per poi riapparire una volta chiusa l'inchiesta. Storica del presente, etnologa dell'hic et nunc, la tipica ragazza che scopre quello che doveva rimanere nascosto. E vuole dirlo. In nome di un'etica della trasparenza."











da "La fata carabina", Daniel Pennac
giovedì, 30 ottobre 2008

Quando le ipotesi e le previsioni si avverano

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950 –pubblicato nella rivista Scuola democratica, 20 marzo 1950.


Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.


Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice di quelle di stato. E magari si danno premi, come ora vi dirò. O si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A quelle scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.


Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.


Tratto da «Internazionale» 762, 19-25 settembre 2008, p. 21.

domenica, 12 ottobre 2008

Pensieri affini: Sylvia Plath and Me

Tratto da "I diari di Sylvia Plath"




Posso scegliere se essere costantemente attiva e felice o introspettivamente passiva e triste. Oppure diventare pazza rimbalzando da un umore all'altro.

Di colpo le voci basse e complici del gruppetto di ragazze si sovrappongono in un mormorio incomprensibile e i loro occhi scivolano sfuggenti attraverso di te, intorno a te...e ti vengono in mente un mucchio di brandelli sgradevoli di discorsi rivolti a te e su di te, destinati a te allo scopo di strangolarti con l'invisibile cappio dell'insinuazione. Sai che erano destinati a te come lo sanno quelle che ti infliggono le pugnalate. Ma da entrambi le parti il gioco vuole che si finga di non sapere, di non aver voluto dire, di non capire. Certe volte riesci a restituire il colpo allo stesso modo, e tu e la tua antagonista vi fronteggiate sorridendo da brave mentre le freccia avvelenata vibra maliziosa nelle reciproche ferite. Più spesso sei troppo disgustata per ribattere, perché sai che nell'attimo stesso in cui le farai crepitare falsamente in aria, dalle tue parole trasuderanno la paura e l'inadeguatezza. Così ti senti dire:"Piuttosto che restare chiuse in camera tutto il tempo, preferiamo venir bocciate"; poi, in tono soave: "Non ti vedo mai. Te ne stai sempre in camera a leggere". E tu tieni la bocca chiusa. E, oh, come sorridi!

Ti interroghi sui tuoi anni oscillando fra l'ostinata convinzione di aver sfruttato al meglio le tue capacità e possibilità...di essere ormai in competizione con ragazze di ogni parte d'America e non solo della tua città, e la paura di non avere fatto abbastanza.

Sei seduta in camera tua e senti nel corpo un dolore pungente che ti stringe la gola e si consolida pericolosamente nei piccoli sacchi lacrimali dietro gli occhi. Una parola, un gesto e tutto quel che tieni dentro - risentimenti imputriditi, gelosie in cancrena, desideri superflui inappagati- scoppierà in rabbiose lacrime impotenti e senza un preciso destinatario.

E tu digrigni i denti e  ti disprezzi per la tua tremula sensibilità, chiedendoti come possano degli esseri umani accettare che per tutta la loro vita vita la loro personalità venga stritolata senza pietà sotto una dittatura disumana, sia essa industriale, statale o istituzionale.

Mi riescono meglio le descrizioni illogiche, sensuali. Testimone la frase "Il vento ha spinto sul mare una luna giallo intenso: una luna bulbosa, che germoglia nel cielo indaco sporco e sparge occhieggianti petali luminosi sulla nera acqua fremente".

Perché sono ossessionata dall'idea di poter trovare un senso alla mia vita riuscendo a pubblicare manoscritti? E' una scappatoia - una scusa per ogni difetto nella vita sociale - per poter dire: " No, non esco quasi mai per attività extracurricolari, ma passo molto tempo a leggere e scrivere".

Sono capace di provare affetto solo per chi riflette il mio stesso mondo.

Società: il mio demone preferito.

La scrittura necessaria per la sopravvivenza del mio spocchioso equilibrio come il pane per il corpo. Pago lo scotto delle donne istruite, emancipate: sono ipercritica, esigente: forse il mio desiderio di scrivere si potrebbe ricondurre al puro e semplice timore di non essere ammirata e stimata.

Muoio dalla voglia di eccellere in qualche campo, non importa quanto ristretto, purché lì io possa brillare.

Perché non posso provare vite diverse come fossero vestiti, per vedere quale mi sta meglio e mi dona di più?

Il mio iniziale, disperato slancio d'entusiasmo non è forse un residuo del mio antico timore che le persone se ne vadano e mi abbandonino, costringendomi a rimanere sola?

La mia vita fino ad ora sembra pasticciata, inconcludente, disordinata: ho organizzato male i corsi, ho messo in atto una strategia senza regole uniformi, mi sono esaltata per le mie potenzialità eppure ne ho tarpate alcune per privilegiarne altre. Sto sprofondando nel negativismo, nell'odio verso me stessa, nel dubbio, nella follia...

Ci sono tanti altri che stanno peggio di me. Come posso essere così egoista da chiedere aiuto, conforto, guida?

I piccoli problemi, gli accenni alla felicità altrui, le prove del talento altrui mi spaventavano, così reagivo in modo falso per contrastare la gelosia, l'invidia, l'odio. Con la sensazione di finire in mille pezzi, imputridita, guasta, mentre gli allori avvizziscono e scompaiono e i peccati e le omissioni di tempo si abbattono pesanti su di me per punirmi fino in fondo. Tutto questo, tutto questo osceno sedimento incancrenitomi ha rosicchiato le viscere. Muto, insidioso.

Sono i tuoi stessi limiti a metterti in croce. Non puoi più cambiare le tue scelte avventate; ormai sono irrevocabili. Le tue occasioni le hai avute; non ne hai approfittato, sguazzi nel peccato originale; i tuoi limiti. Non sai nemmeno deciderti a fare una passeggiata; non sei sicura o la cura che ci vuole per riprenderti da quel tuo startene rinchiusa in camera dalla mattina alla sera.

Oh no, io devo sistemare la vita in sonetti e sestine, procurarmi un riflettore verbale per la mia testa illuminata a 60 watt.

Desiderio colossale di scappare, nasconderti, non parlare con nessuno.

Ci procura un sollievo incredibile sapere che qualcuno all'infuori di noi non sia sempre felice.

Sono stufa di loro. Non hanno niente da darmi. Per loro sono morta anche se prima ero in fiore.

Il dialogo tra la mia Scrittura e la mia Vita corre sempre il rischio di trasformarsi in uno scivoloso scarico di responsabità, in una razionalizzazione evasiva: in altre parole. ho dato un senso al caos della mia vita dicendo che le avrei dato ordine, forma, bellezza scrivendone; ho dato un senso alla mia scrittura dicendo che sarebbe stata pubblicata, dandomi da vivere. ora da qualche parte devo pur cominciare...

Dobbiamo muoverci, lavorare, fare sogni da realizzare; la povertà della vita senza sogni è troppo orribile da immaginare: è il peggior tipo di pazzia.

Perché non posso diventare ascetica per un po, invece di stare sempre in bilico tra il desiderio di completa solitudine per scrivere e leggere e il desiderio grande, grande, di mani che gesticolano e parole di altri esseri umani.

...fa male, Padre, fa male, oh, Padre che non ho mai conosciuto; anche il padre mi hanno tolto.

Inveisco e mi infurio ancora per la perdita di mio padre, che non ho mai davvero conosciuto; amo terribilmente persino la sua mente, il suo cuore, la sua faccia. L'avrei amato tanto; ma se n'è andato. Mi sento come troppo vecchia, con tutti i grandi morti prima che li conoscessi e soli i piccoli, i bambini, dopo di me.

Non posso semplicemente vivere: devo farlo per le parole che fermino il flusso. So che non avrò vissuto finchè la mia vita non sarà perpetuamente rinnovata nel tempo attraverso libri e racconti. La scrittura spalanca le tombe dei morti e i cieli che gli angeli profetici nascondono dietro di loro. La mente trama, trama e tesse le sue tele.

Prima la vita della mente creativa, poi quella del corpo creatore. [...] Scrivere, ogni giorno. Non importa quanto male. Qualcosa arriverà. [....] Scrivi ogni racconto, non per vederlo pubblicato, ma per diventare una scrittrice migliore e, in quanto tale, + vicina alla pubblicazione.[....] Ecco quel che mi serve per finirla con questo orrore: l'orrore di possedere del talento senza avere un'opera recente di cui andare fiera o almeno da mostrare.

Io ho questo demone che vorrebbe vedermi scappare, urlando se fossi sul punto di cedere, di fallire. Vuole farmi pensare di essere tanto brava da dover essere perfetta. O niente. Al contrario io sono qualcosa: una persona che si stanca a combattere sempre con la timidezza...

La gelosia, l'invidia, il desiderio disperato di essere qualcun altro...

Basta cedere alla disperazione, lamentarsi, lagnarsi: al dolore si finisce per abituarsi.

Disperata, appassionata: perché la vita di gruppo mi risulta impossibile?

Una di quelle notti in cui mi chiedo se sono viva, se lo sono mai stata.

Oh, se sola lasciata in pace, in che poetessa mi tramuterei!

Disonestà, una crepa. E io tutta stupidità e franchezza: quanto siamo scemi ad amare davvero! Senza imbrogliare. Senza doppi giochi.

...per sfuggire ai miei demoni esigenti e avere una scusa costante per la mia improduttività scrittoria.

E' come se avessi bisogno di una qualche crisi per mettere alla prova la mia tempra.

Sono spaventata. Da cosa? Dalla vita senza aver vissuto, in primo luogo.

Ho bisogno di una vocazione e di sentirmi produttiva e invece mi sento inutile. Mi sento colpevole per il mio malanimo sociale.

Mi rattrista molto non fare quello che gli altri e tutte le mie "madri" canute vorrebbero. Mi sentivo ingannata: non ero amata, ma tutto mi diceva che ero amata: il mondo mi diceva che lo ero, le autorità mi dicevano che ero amata. Mia madre aveva sacrificato la vita per me, un sacrificio non richiesto...

Tutti volevano che fossi come io nel profondo non voglio essere e con la società che sembra volerci come noi nel profondo non vogliamo essere: è con queste persone, è con questi modelli che sono arrabbiata.

Modelli della società: lo Scrittore e Poeta è perdonabile sole se ha Successo. Solo Se Fa Soldi.

Perché non riesco a tuffarmi nella scrittura? Perché ho paura di fallire prima ancora di cominciare.

Vecchio bisogno di dare a mamma delle soddisfazioni, per avere una ricompensa d'amore.

Siamo troppo introversi: troppo spesso preferiamo i libri alla gente.Coazione all'antisicurezza.

Sentivo che se non avessi scritto nessuna mi avrebbe riconosciuta come essere umano. La scrittura era la mia sostituta: se non ami me, ama quello che scrivo, amami per questo.

...ma chi guarda da fuori non lo vede, perché pensa che scrivere significhi starsene comodi a casa a bere un caffè e gingillarsi...

E' una difesa non lavorare: così non posso essere criticata per quello che faccio. Il fallimento mi spaventa a morte, blocca ogni tentativo di scrivere per non costringermi a prendermela con la mia scrittura se va male.[...] E devo scrivere senza l'impressione che il mondo mi giudichi. Ci devo pur riuscire.

La troia è una donna al maschile.

Perché sono invidiosa degli altri? Io sono io e la pioggia è bella su quei comignoli.

Mi sento come il recluso che si presenta al mondo con un vangelo salvavita e scopre che nel frattempo tutti hanno imparato una nuova lingua e non capiscono niente di quello che lui dice.



sabato, 11 ottobre 2008

Everyone Else Has Had More Sex Than Me - Tism



postato da: morea7 alle ore 23:51 | link | commenti
categorie: songs, video, male di vivere
venerdì, 03 ottobre 2008

Come il mio spirito patriottico muore asfissiato da una montagna di cacca



Pare che il sentimento di amore per la patria sia geneticamente radicato in noi. 
Pare ci sia dalla nascita ma non sia autosufficiente.
Pare, quindi, che debba venire coltivato nella fanciullezza, concimato nell'adolescenza,
potato nella giovinezza et voilà! Splendido fiore splendente nell'età adulta. O almeno è così
che ci hanno inculcato i vari Presidenti della Repubblica nei vari discorsi alla nazione dei vari
ultimo dell'anno.
Ma...
Eh, c'è sempre un "ma".
In questo caso non un "ma" trascendentale, riguarda solo il mio personale spirito patriottico,
non quello dell'intera nazione, anche se, credo in tutta onestà, che l'intera nazione dovrebbe
quantomeno fermarsi e chiedersi di quanto amore sia, questa patria, degna e se non sia
invece il caso di investire questo beneamato amore in opere e idoli più degni.
Dicevo.
Dicevo che al mio personale-non trascendentale patriottismo, viene offerto
una tale quantità quotidiana di concime(per rimanere sulla metafora floreale,
ovvero cacca), da esserne oramai, poverino, quasi del tutto morto asfissiato.
Ora, star qui a descrivere la natura delle varie palate di concime non è
divertente (nè tanto profumato oserei dire), ma qualcuna di queste vangate,
qualche piccola montagnetta di cacchetta voglio proprio illustrala.
Così, poco poco piano piano, tanto per essere masochisti...


=Andiam, andiam, andiam a censurar...
...cantano i piani alti terreni e celesti.
In Italia censurano oramai di tutto, mi è capitato di leggere manga
(Hunter x Hunter nella fattipecie) pieni di strisce nere celanti
non si sa bene quale orribile orridume. Si potrebbe pensare che nel
momento in cui decidi di sborsare il tuo denaro (e neanche tanto poco!)
per goderti una storia a fumetti, vorresti che fosse quantomeno
completa e senza adombramenti fastidiosi e limitanti, ma evidentemente
non è così.
Più recenti e scandalizzanti sono state due censure passate quasi in
sordina, forse perchè non eclatanti, ma appunto per questo danno
l'allarmanete idea di quanto ci si sia abituati a usufruire solo di
ciò che altri decidono per noi, ignorando totalmente il diritto a
esprimere il nostro più spassionato pensiero.
Il primo fatto risale al luglio scorso quando il nostro - beneamato
o maleamato che sia - Presidente del Consiglio ha deciso di censurare
un'opera d'arte e non una qualsiasi, bensi "La verità svelata" di
Giambattista Tiepolo, che faceva bella mostra di sè alle spalle dei
ministri durante le conferenze stampa. La cosa più paradossale è che
era stato lo stesso Berlusconi a volerlo!
Motivo di tale abominio nei confronti della Dea Arte?
Pare "offendesse la sensibilità del Popolo italiano".
Ma la domanda sorge spontanea: come può un'opera d'arte, che in quanto
tale, tocca le corde più emotive dell'animo umano, ledere la sensibilità
delle persone?
Il popolo italiano è perfettamente in grado di apprezzare la bellezza di
un dipinto proprio grazie alla sua sensibilità, perchè dovrebbe essere
offeso dall'incanto?
Fatto sta che un bel giorno all'eterea Veritas è apparso il "reggiseno"...

Il secondo scandalo censorio riguarda da vicino noi blogger dalle libere
vedute e che non troppe remore si fanno a esprimerle.
A perpetrarlo un qualche null'altro facente emissario della Chiesta
cattolica che ha minacciato di denunciare il blogger (il blog di
riferimento è burbero.splinder.com) ideatore di banners raffiguranti il
Papa e manifestanti la laicità del sito e le vedute del suo artefice,
lontane da quelle prettamente papali.
Tali Papabanner, sono stati adottati da altri blog e siti (io stessa lo
esibivo orgogliosamente in questo blog), che se lo sono visti scomparire
da sotto il naso,essendo stato eliminato dai gestori dell'hosting su cui
si trovava il banner e il fautore di tale legittima espressione
iconografica di pensiero, è stato avvertito della possibilità di una
denuncia a suo carico.
Ma tale atto di antidemocrazia fanfarona non è servito: il detto blogger,
che ha tutta la mia ammirazione, ha riproposto il papabanner su un sito
non italiano al servizio di chi vorrà riutilizzarlo.
Io sono tra questi, ovviamente: il banner non è un insulto, ma solo una
presa di posizione e un'espressione di pensiero che sempre, sempre deve
essere perpetuata, anche e soprattutto di fronte a gesti di limitazione
e proibizionismo.

Quale scelgo?


= Fanatismo padano
A quanto pare una volta all'anno Bossi e la sua truppa di leghisti si
imbarcano in una missione degna di loro: riempire un bicchiere d'acqua
da una parte e versare detta acqua da un'altra parte. Solo che questo
bicchiere lo chiamano ampolla, quest'acqua è l'acqua del Po e questa
follia ambulante è definita "Cerimonia dell'acqua del Po".
Dovrebbe essere una specie di gesto simbolico commemorante l'unione
delle regioni sotto la benedizione del Po che si snoda per quel
territorio che loro chiamano Padania e che noi chiamiamo nord Italia.
Uno spettacolo deprimente, frivolo, stucchevole e un tantino spaventoso...




= Miss idiozia è...
...Miss Italia! E non solo la vincitrice, per carita...diamo a Cesare
quel che è di Cesare e alle miss quel che è delle miss. Tutto lo show
che ogni settembre ci ammorba con la sua pestilenziale presenza sulla,
ahimè, tv nazionale. D'altronde cosa si potrebbe desiderare di meglio
che 4 o 3 o 5 o quante diamine sono, serate fatte di culi e poppe e
gambe che fanno su giù da una scalinata, intervallate da frasi banali,
commenti demenziali e 200 nomi scanditi di continuo e resi nulli dalla
loro associazione a un numero?
Io dico: ma cosa diavolo può spingere delle ragazze a umiliarsi tanto?




Chi sono

Utente: morea7
Nome: Daphne
"Chi" è soltanto la forma conseguente alla funzione, ma ciò che sono è un uomo in maschera(una donna per la precisione ndr)ed è un paradosso chiedere a un uomo in maschera chi egli sia. (V)

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