giovedì, 12 novembre 2009

C'è un che di puccioso in tutti noi...

...anche, a sentire la Nonciclopedia nei pazzi e disadattati protagonisti di Watchmen





 

E persino nell'inquietante mostro lovecraftiano Cthulhu





Per i poco avvezzi alle terminologie da shojio manga, "per Il sentimento del puccioso, o anche del kawaii per nippomani e otaku, è quel senso di tenerezza che si prova davanti a oggetti e/o persone piccoli, carini, morbidosi e dolci, con il conseguente desiderio di somministrare coccole all'oggetto in questione".



In base a cià io da brava ragazza dark dovrei evolvere in qualche tenerella. De genere:





Sì...certo...come no....
postato da: morea7 alle ore 02:14 | link | commenti (1)
categorie: my personality, imagine, lato oscuro, consorzi umani
sabato, 07 novembre 2009

Inutili parole vergate alle ore 5.00 am

Don.

In qualche favolistica latitudine di questo mondo, in questo istante una qualche semi-sfortunata Cenerentola abbandona il ballo della sua vita, seminando scarpette di cristallo.

Nel medesimo istante, alla mia latitudine, tutto fuorchè favolistica, scocca anche per me la lancetta, più rumorosa di una mannaia. Non mi ridesta da un sortilegio, ma da quello che esperti definirebbero "imbambolamento dell'insonne", una rara distorsione del pensiero che spinge il malcapitato ad annichilire il rovello della sua mente tramite una rigida fissità nel suo sguardo, orietato (lo sguardo) verso un indistinto punto della notte.

A una mente attiva (o anche no) quel guardare un paesaggio immobile, identico a quello delle migliaia di notti precedenti, può sembrare quantomeno...inutile o strano? No, meglio: assolutamente inquietante.

Questa presunta mente pseudo- attiva però (che in realtà non esiste perchè chi, sveglio alle 4.37 della notte, mette in moto i neuroni per comprendere dove va a parare la traiettoria dello sguardo di un tizio che fissa per ore la notte?), ignora che ciò che quegli occhi fissano senza scostarsi di un millimetro, da due ore, orologio alla mano, è il buio. Non il buio tipico della notte, sai....quello che ammanta la terra, il blu cobalto degli universi, il sacro oscuramento del sommo sole etcetera etcetera.... bensì un buio più buio del buio stesso.

E' vero. Esiste. Non è uno scherzo. Io l'ho visto.

Puoi vederlo anche tu, basta che:


  1. stipi la tua mente di orridi spettri, loschi presentimenti, marci demoni del tuo passato;

  2. resti sveglio...pardon, che tu sia impossibilitato a dormire fino a quell'ora della notte in cui l'unica altra anima sveglia è un altro povero insonne, insonne vero però. Quello fasullo, stile "re zotico della notte", sta abbondantemente ronfando a quest'ora;

  3. scruti la notte per un'ora o due, quanto serve. I più tendono a poggiare la fronte sul vetro per sostenere la testa, ma anche la variante più romantica della mano sotto il mento può andare, basta che lo spazio che con la vista riesci a cogliere, sia limitato a ciò che è al di là del vetro;

  4. abitui il tuo sguardo ad andare oltre la staticità del niente notturno, a cogliere il fermento insito oltre il mero sensibile.


Se lo individui te ne accorgi: un definito fulcro di inchiostro liquido che mordicchia la posticcia luce aranciata dei lampioni. E sai immediatamente che potresti non staccartene più, che le due ore scandite dal Don di cenerentolese memoria, potrebbero trasformarsi in duemila e a te starebbe bene. E' balsamico annullamento nell'orgoglio della scoperta.

Più lo guardi, più il vortice ti risucchia.

Più lo guardi, più arduo diventa, poco a poco, realizzare che il tuo volto si riflette sul vetro e non è l'epicentro di quel buio più buio del buio stesso.
postato da: morea7 alle ore 04:14 | link | commenti
categorie: writing, male di vivere, tracce di pensiero, le mie fasi
lunedì, 02 novembre 2009

Addio, Alda Merini

Non ci si stanca mai di rileggere le sue poesie...Ha lasciato versi di cui potersi nutrire abbondantemente per tutta la vita. Grazie.




postato da: morea7 alle ore 01:32 | link | commenti
categorie: versi, video, scrittori, quote, my heroes
mercoledì, 14 ottobre 2009

E' grave essere diversi?

"Ogni essere umano è unico, con le proprie qualità, i propri istinti, le proprie forme di piacere, il proprio spirito d'avventura. Ma la società finisce per imporre una maniera collettiva di agire: nessuno si ferma mai a domandarsi perché sia necessario comportarsi in quel modo. Ci si limita all'accettazione, come i dattilografi accettarono il fatto che QWERTY (disposizione tasti sulle tastiere ndr) fosse la tastiera la migliore. Nel corso della tua esistenza, hai mai conosciuto qualcuno che si sia domandato perché le lancette dell'orologio si muovono in una direzione, e non in quella opposta?

Se qualcuno lo domandasse, probabilmente si sentirebbe rispondere: 'Ma tu sei matto!' Se insistesse nella domanda, dapprima le persone tenterebbero di trovare una ragione, poi cambierebbero argomento, perché non può esistere alcun motivo oltre a quello che ti ho spiegato. Ora torno alla tua domanda. Ripetila."

"Sono guarita?"

"No. Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. E questo, dal mio punto di vista, è considerato una malattia grave."

"È grave essere diversi?"

"E grave sforzarsi di essere uguali: provoca nevrosi, psicosi, paranoie. È grave voler essere uguali, perché questo significa forzare la natura, significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi e le foreste del mondo, non ha creato una sola foglia identica a un'altra. Ma tu ritieni che l'essere diverso sia una follia, e perciò hai scelto di vivere a Villete. Perché qui, visto che tutti sono diversi, diventi uguale agli altri
. Capito?"





da Veronica decide di morire, Paulo Coelho
mercoledì, 07 ottobre 2009

Di come l'alta letteratura descrive un Sabato di niente

Sabato.

La nostra eroina si sveglia alle 5.30 della mattina per prendere il pulman. Le notti che precedono la partenza sono sempre cariche di angoscia, senso di inadeguatezza, smarrimento, fallimento, stupidità, nostalgia, insomma un'accozzaglia di sentimenti deleteri per la psiche di chiunque, che le impediscono di dormire.

Come uno zombie e con il consueto peso sul cuore, asseconda il trillo di una sveglia psicotica, si fa una doccia fredda e cerca di barcamenarsi con un valigiame più pesante del solito.

Lascia un messaggio scritto al brother che sta per tornare da una rapida sortita nella capitale e a lei (anche se lo ha salutato solo martedì) secca partire sapendo che il brother torna. Ma il dolce stare a casa assume sfumature venefiche con contorno di ammorbamenti, quando si prolunga. Quindi parte.

In macchina nota immediatamente uno strano elemento disadorno nello scabro paesaggio plastico del cruscotto: una lumacazza deve essere sfuggita dalle buste che condivideva con le colleghe, verso una insperata salvezza, e ora dorme il sonno degli scampati al pericolo circondata da un'aureola di bava perlescente.

Detta lumacazza, è una delle lumache spropositamente grandi che la mother ha comprato il giorno prima, così epitetata dalla nostra eroina da quando la mother le ha scaricate nella pentola in attesa di un inumano e inlumaco destino.

Lei non ama il viscido sapore delle lumache, invece il resto della famiglia ne ingurgita quintali, sollazzandosi grandemente tra osceni risucchi e sospiri soddisfatti. Cerca, quindi, di staccare la dormnente lumacazza, ma non vi riesce. Non può evitarsi di pensare a come codeste chiocciole di anomala grandezza, soddisferanno i languori lumacheschi dei suoi familiari.

E mentre cerca ancora di staccare l'arcigna ventosa per depositarla nel prato vicino, sente la mother esclamare "Hiiiii e come è scappata 'sta qui?!" e la vede staccare risolutamente la povera malcapitata per lanciarla dal finestrino come fosse un sudicio chewingum di cui sbarazzarsi presto. Non c'è niente da fare: questa famiglia sterminerebbe in un giorno la razza lumachesca se gliene venisse dato il modo.

La mother molla, dopo qualche chiacchiera, la nostra eroina alla fermata degli autobus in balìa dei suoi valigiosi prossimi impieghi, poichè il brother deve essere recuperato alla stazione e il caffè trangugiato al bar: due cose che non possono attendere oltre. La nostra, prende in pullman e finalmente si gode un po del tranquillo sonno dei giusti.

Arrivata all' dell'università scende e se la gode: la preferisce così la bastarda, semidormiente, velata da una luce nebbiosa, con pochissimi studenti tra gli zebedei (dio benedica il sabato). Può percepire l'acciottolìo delle foglie secche trascinate dal vento senza che schiamazzi e caos li inghiottano. Una rarità da queste parti.

E in effetti il silenzio è troppio e troppa poca è anche la gente. Si accorge ben presto che i bar sono chiusi e la soloia vetturina che vende i biglietti dell'autobus non c'è. Spinta dalla necessità, si barda di valigia e  pesantame altro e si dirige al tabacchino, ma codesto non vende biglietti. Quindi va in edicola, ma non li vende neanche l'edicola.

Sconsolata, torna alle pensiline aspettando che un biglietto le caschi dal cielo dritto in una mano e  pregando che non le facciano la la multa. D'altronde - pensa giustamente la nostra eroina - che cazzo di colpa ha lei se quei minchioni non le permettoio di comprare i biglietti?

Sale nonostante tutto sull'autobus. Che scelta ha? Con due quintali tra zaino e valigia, o prende quello o inventa rapidamente il teletrasporto. Ma siccome non ha voglia di inventare niente di prima mattina ( e vorrei vedere voi...) prende l'autobus, avverte l'autista di essere incolpevelmente senza biglietto e quello se ne lava le mani rimettendo tutta l'incresciosa questione nel verificatore.

Ma, e sempre santo sia il sabato, il verificatore non sale.

La fortuna stranamente arride la nostra eroina, sarà l'autunno? Questa stagione così in sintonia con lei, con le sue ombre e con i suoi colori?

Probabile perpchè anche il suo umore è indirizzato verso speranzosi approdi, fino a poche ore prima invisibili a occhio umano

A  casa la coinquilina, che dovrebbe esserci, nun ce sta e non tornerà fino a domenica sera.

La casa è tutta per lei e ne approfitta immantinente con una sana dose di beatles/de andrè sparata a tutto volume, dritta nelle tempie.

Dopodicchè si butta sul letto e legge legge legge legge legge perchè una rinascita non può prescinedere da una purificazione letteraria, da una catarsi di pensieri e parole. E' fenice plurirediviva.

Non si rende conto, persa in altri mondi e altre menti, che è giunta la sera. E lo stomaco, vuoto, richiede improvvisamente la dovuta attenzione prorompendo in una sinfonia di pernacchi e lamenti.

Accende il pc, mette a caricare una puntata di Battlestar Galactica e decide che si secca cucinare. Quindi esce a comprare una pizza in una della 7 pizzerie che stanno attorno casa sua e che non ha ancora provato. L'aria della sera è fresca e sa solo lontanamente di gas di scarico. Un vento gentile le scompliglia i capelli e la mette di buonumore. E' davvero la solitudine ciò che la fa star bene? o è la prospettiva di un futuro migliore improvvisamente insinuatasi in lei con l'arrivo dell'autunno, nonostante non veda da che parte possa arrivare?

In pizzeria c'è una fila impressionante, i tavoli sono pieni e deve aspettare un bel po prima che le arrivi la sua barese. Ma il pizzaiolo è gentile e le chiede scusa per l'attesa, le sorride ed è carino: presupposti che rendono l'attesa dolce e non molto noiosa. Si guarda intorno: tutte quelle persone le sembrano così fortunate e felici, ma anche così drammaticamente banali nella loro impressionante egualità, così conformati nel loro stesso essere presenti, nel loro essere insieme. Una scena già vista mille volte, nel volto di uno, la presenza di ognuno, indifferentemente.

Decide di ignorarli, mentre un certo sollievo le riempie il petto: sollievo per le sue scelte che solo la notte prima le erano sembrate inequivocabilmente sbagliate e che alla vista di quel felice e accettato grigiume, di quel divertimento forzato, le paioni brillanti dei colori dell'arcobaleno.

Viene interrotta dai suoi pensieri dal pizziaiolo che la chiama per consegnarle la pizza, che le chiede nuovamente scusa per l'attesa, che le augura buona serata. Che le sorride di nuovo e le chiede di tornare presto. Ricambia il sorriso e se va con il caldo cartoccio in mano, mentre il vento ora spinge l'aria calda dalla pizza sul suo volto, avvolgendo dell'odore del forno e del pomodoro.

Ottima pizza, tè freddo al limone e Battlestar galactica sono il suo sabato sera e fatica al momento a pensare a qualcosa di meglio. Se scavasse tra i suoi tortuosi e scomodi desideri, qualcosa di meglio lo  troverebbe di certo, ma evita di farlo per non guastare il sapore corposo della pizza e della lotta contro i cylon: entrambi l'avvinghiano in una sera che scade in notte, senza che sene accorga.

E mentre chiude il pc per andarsi a tuffare tra le lenzuola fresche, pensa che dovrà aggiornare la lista delle migliori pizzerie della zona: la nuova merita almeno il secondo posto, e potrebbe scalzare la prima

Dovrà provvedere ad aggiornare la lista e per farlo dovrà per forza di cose riprovare la pizza del bel pizzaiolo smily.

Ma questa è un'altra storia. Ora c'è solo il cuscino e il sonno che l'avvolge, stavolta, senza farsi attendere.


giovedì, 01 ottobre 2009

Sottotitoli sottointesi e orco-dipendenza

Sono due giorni che l'alacre mediaset non lascia passare due minuti di trasmissione senza far scorrere la striscia in sovraimpressione, che solitamente annuncia programmi, film, eventi attesi e importanti. Niente da dire (se escludiamo il cattivo gusto e la loro capacità di distrarre l'attenzione dal programma, ma questa è un'altra storia), non fosse che in questi due giorni il film protagonista degli annunci, altro non è che lo stravisto e stratrasmesso, nonchè stravecchio "Shrek", primo episodio.

Un tormentoso riproporre pubblicità e annunci, gli stessi torniti da presentazioni accattivanti, per un film non in prima visione e trasemesso diverse volte negli ultimi anni?

La cosa mi puzzava. E non era il vecchio orco a puzzarmi...

Dico "era" perchè ieri, durante la mia quotidiana sortita su Repubblica.it, mi sono ritrovata davanti l'articolo che svela, anche se non direttamente, l'arcano.

Tale articolo annunciava l'ospite della prossima puntata di Annozero, ovverosia la signora Patrizia D'addario, famosa alle ultime cronache come partecipe di festini equivoci in compagnia di politici che il santo popolo italiano ha eletto a suoi governanti. La quale signora ci allieterà con i frondosi dettagli delle sue performances giovedì 1 ottobre alle ore 21, neanche a dirlo, stesso orario in cui, si sono affannati a farci sapere, verrà trasmesso Shrek.

Alla luce di ciò, tutto è diventato perfettamente logico e lampante (anche se non meno puzzolente, direi): la sollicitudine nell'avvertire del film, imbastire del nostro rozzo amico verde di pizzi e merletti per renderlo invitante, gli annunci ecc....

Cominciamo ad abituarci, nostro malgrado, agli escamotage mediatici di Mediaset, o meglio di Premierdiaset, anche se stavolta un po sibillini rispetto ad altri eclatanti. Ci assuefarranno anche a una orco-dipendenza d'occasione? Probabile...



W Shrek sempre e comuqnue e abbasso il re fasullo d'Inghilterra, urka urka!



mercoledì, 30 settembre 2009

Maschere sul nulla

"Quando un ragazzo di quattordici o quindici anni si scopre più portato all'introspezione e all'autocoscienza d'altri suoi coetanei, cade facilmente nell'errore di ascriverne il motivo al fatto che è più maturo di loro. Nel mio caso fu indubbiamente uno sbaglio. Il motivo semmai stava qui, che gli altri ragazzi non provavano quel bisogno di comprendere se stessi che in me era così impellente: potevano esplicare la loro personalità con la massima naturalezza, mentre a me incombeva recitare una parte, e questo doveva richiedere un acume e uno studio considerevoli. E quindi non era la mia maturità, ma il mio senso di malessere, la mia insicurezza, che mi forzavano a acquistare il controllo della mia coscienza; giacché una coscienza del genere era semplicemente un trampolino di lancio verso l'aberrazione, e tutti i miei pensamenti di allora, nient'altro che congetture incerte e campate in aria". (Yukio Mishima, Confessioni di una maschera)



Se Mishima in altro tempo, altro loco e cultura altra (giapponese tradizionale nella fattispecie) è arrivato a postulare accorgimenti sulla sua persona  tanto simili a quelli in cui alla stessa età io stessa mi identificavo (anche se scaturite da ragioni differenti le mie), allora tre sono le cose:



  1. Diversità e unicità umane sono solo uno dei sottonsiemi dell'uniformità più drasticamente omologata;


  2. Tutto il mondo e paese e il manierismo sociale è atle che a prescindere da cultura e latitudine sfocia in equivalenti integrità o abiezioni, condotte o perversioni;

  3. Entrambi le cose.


Sia come sia noi anime esacerbate dovremmo rappresentare un "consorzio umano" (sempre per citare Mishima) ragionevolmente ricco di adepti.

Allora pechè intorno a me c'è solo vuoto ed eco? Mentre fuori è in atto una conflagrazione di colori...
venerdì, 11 settembre 2009

Una vita da Bukowski

Ancora non posso soffrire le letture di poesie;mi ubriaco e litigo con il pubblico.Non ho mai scritto poesie per leggerle,ma di certo mi rendeva i soldi per l'affitto.A tutti i poeti che ho conosciuto,e ne ho conosciuti troppi,piace tenere letture.Io mi sono sempre sentito solitario,disadattato,ma i miei confratelli poeti sono molto estroversi,molto socievoli,a quanto pare.Non mi piacciono, li evito.



Ciò che interessa la maggior parte delle persone mi lascia del tutto indifferente. Comprende un elenco di cose come: balli di società, montagne russe, andare allo zoo, picnic, film, planetari, guardare la televisione, le partite di baseball; andare a funerali, matrimoni, feste, partite di pallacanestro, corse automobilistiche, letture di poesia, musei, rally, dimostrazioni, proteste, giochi da bambini, giochi da adulti... non mi interessano le spiagge, il nuoto, lo sci, il Natale, il Capodanno, il 4 Luglio, la musica rock, la storia mondiale, l’esplorazione spaziale, i cani da compagnia, il calcio, le cattedrali e le grandi opere d’Arte.

Come fa un uomo quasi senza interessi a scrivere di qualcosa, qualunque cosa sia? Be’, io ci riesco. Scrivo, e scrivo di quel che resta: di un cane randagio che scende lungo la strada, di una moglie che assassina il marito, dei pensieri e delle sensazioni di uno stupratore mentre azzanna un panino con un hamburger; della vita in fabbrica, della vita nelle strade e delle stanze dei poveri, dei mutilati e dei pazzi, di stronzate simili, scrivo moltissime stronzate così...



Che cosa fa di una persona uno scrittore e di un'altra una puttana, e come si fa a capire la differenza?



“Il famoso scrittore americano arriva in Germania.” Pensavano che fossi Norman Mailer. Non si rendevano conto che nel mio paese la tiratura dei miei libri era di 5000 copie per ogni volume. Quindi eccoci di nuovo. Salivo la rampa con Linda Lee per andare alla Markthall a controllare il microfono. Mi mettevano dei microfoni davanti alla faccia. Avevo i postumi di sbronza e un’aria irritata. I capelli si agitavano al vento. “No,” dicevo, “niente politica. Niente Dio. Niente di quella... Sì, mi piacciono le donne, qualche volta persino le amo, ma ciò non sempre dà la felicità... Che cosa significano i miei scritti? Be’, servono a dare delle erezioni ai preti... La Germania? Non ne so niente... Cosa? Oh, Céline mi piace, anche Knut Hamsun. Hemingway? Be’, sapeva scrivere ma non ridere... No, non ho nessuna dichiarazione speciale... Siamo venuti per andare a trovare mio zio, ha 90 anni, abita ad Andernach, dove sono nato, il 16.08.20. Siamo venuti per fare pubblicità ai miei libri, siamo venuti per farmi diventare ricco... Siamo venuti per visitare qualche castello, mi piacciono, i castelli...”



Poi eravamo in onda. A un orecchio avevo un dispositivo in cui il francese era tradotto in inglese. Ero l'ospite d'onore e quindi il moderatore ha iniziato da me. La mia affermazione è stata:"Conosco moltissimi scrittori americani a cui piacerebbe partecipare a questo programma. Per me non è poi tanto importante...". A quelle parole il moderatore è pasato in fre tta a un altro scrittore, un liberale all'antica tradito più volte ma che aveva conservato la fede. Non ho idee politiche, ma ho detto al vecchio che aveva un bel muso. Non smetteva più di parlare. Fanno sempre così.






Shakespeare non l'ha mai fatto

Charles Bukowski



postato da: morea7 alle ore 22:01 | link | commenti
categorie: books, scrittori, quote, imagine, my heroes

Biografia di una ribelle

Tratto dalla gaphic novel autobiografica dell'illustratrice Marjane Satrapi, è la storia di una ragazza iraniana ribelle e affamata di libertà che irride le assurde convenzioni maschiliste del suo paese e i controsensi di un'Europa solo di nome democratica e acculturata.

Ho visto su youtube un pezzo di  film e ne sono rimasta estasiata, ma conoscevo già il fumetto che non vedo l'ora di leggere!!!






postato da: morea7 alle ore 21:30 | link | commenti (1)
categorie: movies, video, arts, graphic novel, my heroes, my favourite stories
giovedì, 10 settembre 2009

Potrei vivere di perenne contemplazione

Nuove immagini dal telescopio Hubble:



'La farfalla', una conformazione celeste di colore viola, perfettamente simmetrica, che si muove nello spazio ai confini del cosmo









Hubble guarda ora lo spazio a profondità inedita





Collisioni di galassie:





Tempesta di gas nella Nebula Omega/Swan





La nebula Kohoutek





Colonne di gas idrogeno e polvere dello spazio interstellare dove nascono le stelle della Nebula Eagle







Quin nasce l'arte qui nascono le stelle e se Dio c'è sta qui.
postato da: morea7 alle ore 20:11 | link | commenti (4)
categorie: scienza, astronomia, imagine, metafisica da quattro soldi
mercoledì, 02 settembre 2009

Agosto e il nulla che ne viene

Finito. Sono salva!

Agosto con il suo codazzo di sollazzamenti vari è andato in cantiere e tanti saluti. Saluti alla vomitosa musica house che filtra inarginabile dalle imposte della mia camera, strombazzando in vibrosi e repentini rimbalzi tra i vetri e le mie orecchie. Tutta la notte.

Saluti alla trafila dei turisti che intoppano e intasano, tappetizzano spiagge e infrangono mare e maroni. 

Salutissimi alle serate omologate a un clichè d'altri tempi: su e giù sul lungomare per una quindicina di volte a sera, capatina in quel locale e poi in quello identico accanto e poi, pensa pensa, in quell'altro difronte e  sempre identico! Quattro balli quattro strilli quattro cocktails i soliti quattro rompocoioni di turno che adescano le fanciulle e le fanciulle che si fanno adescare. Più di quattro quelle.

Certo a chi piace, certo con le compagnie giuste, certo se non hai niente di meglio da fare...No, anche così è abbastanza soporifero e degradante divertirsi uniformandosi a comportamenti prestabiliti. Ma si sa, io vivo in un mondo tutto mio, fatto di tintarelle di luna invece che di sole, di piume e pergamene, di odore di foglie e notti a guardare le stelle. E riesco spesso a non rimanere imbriglita in serate del genere, ma non sono onnipotente in questo mondo storto e un paio di volte al mese mi ci trascinano. Con risultati dissacranti.

E ora agosto, subdolo tentatore, mi tende un colpo di coda e venerdì prossimo dovrò uscire con amiche, lì sul fetente lungomare, fremente di scalpiccii sandalati.

Intanto settembre incede esalando strascichi di cieli opachi e alberi dorati, esami universitari e lavoro da iniziare. Malinconia e pensieri nuvolosi che profumano di prati bagnati. E anche allerte pericolose, e preoccupazioni umane, ma sempre meglio del torrido e ingombrante agosto...



Questo post doveva avere tutt'altra inclinazione, doveva fungere da annotazione e presentazione di un corso di scrittura gratuito e on line che ho trovato naviganto, scritto e gestito Cinzia Tani, giornalista noir. Ho intenzione di seguirlo dopo gli esami. www.cinziatani.com/luiss/start_luiss.htm





Sì, benvenuto settembre.
postato da: morea7 alle ore 16:37 | link | commenti
categorie: my personality, le mie fasi, poetic season
sabato, 22 agosto 2009

L'anima è sulle labbra e fugge via con un bacio

"Però, che bel modo di morire".

Ricordo tra le altre, con particolare affetto questa frase con la quale Fernanda Pivano commenta dei versi della sua amata Antologia di Spoon River in un'intervista fatta, se non erro, per la Repubblica.

Inutile dilungarmi nelle solite frasi di commiato che si sentiranno in ogni dove in questi giorni. Altrettanto inutile snocciolare parole per descrivere chi fu e chi è Fernada Pivano. Tutti sanno cosa ha fatto. Pochi apprezzeranno sinceramente il suo contributo,  la sua critica fremente, l'amore per la Beat generation, la diffusione della letteratura americana e del pensiero anarchico. Nessuno può capire quanto le sue parole, la sua passione, il suo anticonformismo e i suoi gesti significhino per me.

L'ho sempre data per scontata, senza parlarne, senza discutere le sue parole come quelle di altri giornalisti. Come fosse scontato il suo lavoro, norrmale la sua presenza silente. Questa è solo una piccola parentesi. Tornerà ad essere una presenza silente di cui beneficiare ogni qual volta leggerò uno dei "suoi" autori, ogni volta fermenterà il mio inconcepito anticonformismo. Sarà lì che intervista Bukowski o che abbraccia De Andrè. Sarà lì con gli artisti che cantano le mie parole che scrivono i miei pensieri.

Questa è solo l'occasione di citare versi che grazie a Lei l'Italia, e quindi io, conosce. Disse nell'intervista:" Masters ci dice che un bacio svincola l'anima, che l'anima abbandona con esso il corpo. Però che bel modo di morire...".

Grazie Fernanda e alla prossima.





Eppure giaccio qui

blandito da un segreto che solo Mary conosce:

c'è un giardino di acacie,

di catalpe e di pergole addolcite da viti -

là, in quel pomeriggio di Giugno

al fianco di Mary -

mentre la baciavo con l'anima sulle labbra,

l'anima d'improvviso mi fuggì.




Edgar Lee Masters, Spoon River




martedì, 18 agosto 2009

Elvis - New Orleans









You'll never know

What heaven means

Until you've been down to New Orleans

You ain't been livin' till you cuddle and coo

With some black-eyed baby by de old bayou



You've never seen

You've never seen those Cupid doll queens

Like they got 'em in New Orleans

And, ooh, they love you like no-one can

It makes you awful glad that you were born a man.



If-if-if you ain't been there

Then you ain't been nowhere

The livin's lazy and the lovin's fine

If you feel low down

So help me Hannah

You should lose the blues in Loui-si-i-si-ana.



Get the lead

Get the lead out of your jeans

And hot foot it down, hot foot down to where?

New Orleans

Louisiana baby tells you stay awhile

Live it up, love it up, southern style

Way down in New New Orleans.
postato da: morea7 alle ore 16:56 | link | commenti
categorie: songs, lyrics, video, rock soul
martedì, 11 agosto 2009

Segreteria per malati di mente

postato da: morea7 alle ore 21:05 | link | commenti
categorie: psicologia, video, satirycon
lunedì, 03 agosto 2009

Sociopatologia sintattica ovvero Io

Nell'ultimo week end il mio chi-lo-avrebbe-mai-detto asfittico cervelletto è stato impegnato in operazioni a lui poco note: decidere se e come partecipare all'inaugurazione, attesissima e strombazzatissima, di una super discoteca vicina a casa mia. Il solito srotolamento di pro e contro che il mio cervellino accompagna a ogni  scelta, è stato questa volta ostacolato, anzi intasato,  meglio inficiato, da anomalie sintatto-semantiche tutto fuorchè previste. Nelle vesti di un mantra, la questione ritornava automaticamente a ronzarmi in testa, affinche il mio intelletto potesse afferrarne un evasivo perchè:



"Andrò in discoteca questa domanica;

Domenica sera la passo in discoteca;

Io vado in discoteca;

In discoteca vado io;

Questa sera andrò a ballare;

In discoteca di balla, io vado a ballare in discoteca;

In discoteca si va a mezzanotte;

Devo vestirmi per andare in discoteca;

Se mi vesto così mi cacciano fuori dalla discoteca?

Tutti insieme in discoteca!".



Una ricerca di senso e di posto a parole che nel mio archetipo grigiastro non trovano collocazione (e quindi non si può formare la rappresentazione mentale effettiva che le parole costituiscono, da qui la crisi morfologica¹). Il che è strano perchè, pur se molto rare, non sono del tutto esente da sortite in discoteche o luoghi affini e "ballamentosi". Quasi tutte piuttosto pallose invero, le sortite. Ma vabbè.

Credo, piuttosto, le mie sinapsi neuronali abbiano avuto difficoltà a collocare la mia (tozza) figura, in un ambiente tanto odiato e rifuggito dalla stessa. Un ambiente fatto di musica house, omologazione di abito e di palpito, presenza di tutti i borghesastri del paese e del circondario che "mai si farebbero sfuggire l'evento più IN del momento!! yap yap", il DOVER fare certe cose perchè "...e sennò che fai?", l'apoteosi del burinismo, il trionfo dell'apersonalismo*. Etcetera, etcetera.

Alla fine non ci sono andata.

Alla fine la lista dei pro e dei contro è emersa dalla confusione logica e ha sancito il suo inderogabile verdetto. Ma la scelta, questa volta, nell'acquisire il suo valore, ha ricevuto un grosso aiuto dalle inimitabili Inimmaginabili M ed N.

Ma questa è un'altra entusiasmante storia. Prossimamente sui nostri post.





¹ Un ripasso o una lettura delle basi delle Scienze cognitive, sono d'obbligo per  :


  1. comprendere appieno il sottile senso e l'ironia di questo scritto;

  2. per poter esprimere la famosa "penso, quindi sono", con cognizione di causa;

  3. perchè tutti dovrebbero conoscerle e chi non le consoce dovrebbe vergognarsi per questo.


* Sì, sono una semi-misantropa che cerca di compensare i vuoti della sua esistenza, svilendo quella di chi non si pone problemi e si adegua ed evidenzia il patetico della normalità, solo perchè lei non è in grado di adeguarsi nè di essere normale. E quindi?
sabato, 11 luglio 2009

Alessandro Baricco vs Cathleene Schine: love letters

Mio signore amato,

non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà,

rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto

ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego,

resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti,

non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me,

la tua pelle, chiudi gli occhi, e accarezzati, ti prego,

non aprire gli occhi se puoi, e accarezzati, sono così belle le tue mani,

le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere,

mi piace vederle sulla tua pelle, così,

ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui,

nessuno ci può vedere ed io sono vicina a te,

accarezzati signore amato mio, accarezza il tuo sesso, ti prego, piano,

è bella la tua mano sul tuo sesso, non smettere,

a me piace guardarla e guardarti,

signore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora,

non devi aver paura son vicino a te,

mi senti?

Son qui, ti posso sfiorare, è seta questa la senti?

È seta del mio vestito, non aprire gli occhi e vedrai la mia pelle,

avrai le mie labbra,

quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra,

tu non saprai dove, ad un certo punto sentirai il sapore delle mie labbra, addosso,

non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli,

sentirai la mia bocca dove non sai, d’improvviso,

forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia,

sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro,

o forse sarà sul tuo sesso, appoggerò le mie labbra, laggiù,

e le schiuderò scendendo a poco a poco,

lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra,

e spingendo la mia lingua,

la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano,

il mio bacio e la tua mano, uno dentro l’altra, sul tuo sesso,

finché alla fine ti bacerò sul cuore, perché ti voglio,

morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perché ti voglio,

e con il cuore tra le mie labbra tu sarai il mio, davvero,

con la mia bocca nel cuore tu sarai mio, per sempre,

se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami,

sono io, chi potrà mai cancellare quest’istante che accade,

e questo mio corpo senza più seta,

le tue mani che lo toccano,

i tuoi occhi che lo guardano,

le tue dita nel mio sesso,

la tua lingua sulle mie labbra,

tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi,

mi lasci scivolare sul tuo sesso, piano, chi potrà cancellare questo,

tu dentro di me a muoverti adagio,

le tue mani sul mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere nei tuoi occhi,

la tua voce, ti muovi adagio ma fino a farmi male, il mio piacere, la mia voce,

il mio corpo sul tuo, la tua schiena mi solleva,

le tue braccia che non mi lasciano andare,

i colpi dentro di me,

è violenza dolce, vedo i tuoi occhi cercare nei miei,

vogliono sapere sino a dove farmi male,

fino a dove vuoi, signore amato mio, non c’è fine, non finirà, lo vedi?

Nessuno potrà cancellare questo istante che accade,

per sempre getterai la testa all’indietro, gridando,

per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia,

la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta,

non c’è più tempo per fuggire e forza per resistere,

doveva essere questo istante,

e questo istante è,

credimi, signore amato mio, quest’istante sarà,

da adesso in poi, sarà, fino alla fine.

Noi non ci rivedremo più, signore.

Quel che era per noi, l’abbiamo fatto, e voi lo sapete.

Credetemi: l’abbiamo fatto per sempre.

Serbate la vostra vita al riparo da me.

E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità,

a dimenticare questa donna che ora vi dice,senza rimpianto,

addio.






Seta, Baricco










Cara Capra                                                                                           

come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde

l'equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi

un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta

per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre

l'orlo di un precipizio, per sempre?

So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia

di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza

agita le foglie. L'aria è ferma. Ho cominciato ad

amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un

battito di ciglia. Non so neppure quando è successo.

Sto bruciando. E' troppo banale per te? No, e lo sai.

Vedrai. E' quello che capita, è quello che importa.

Sto bruciando.

Non mangio più, mi dimentico di mangiare, mi sembra

una cosa sciocca, che non c'entra. Se ci bado. Ma non

bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi, una

casa piena di fratelli, legati dal sangue che si

dilaniano in una faida:

"Mi sto innamorando"

"Tipica scelta stupida"

"Eppure..... l'amore mi tormenta come fosse dolore"

"Sì, continua così, manda a puttane la tua vita. E'

tutto sbagliato e lo sai. Svegliati. Guarda le cose in

faccia".

"C'è una faccia sola, l'unica che vedo, quando dormo e

quando non dormo".

Stanotte ho buttato il libro dalla finestra. Ho

provato a dimenticare. Tu non vai bene per me, lo so,

ma quello che penso non mi interessa più, a meno che

non pensi a te. Quando sono accanto a te, davanti a

te, sento i tuoi capelli che mi sfiorano la guancia

anche se non è vero. Qualche volta guardo altrove. Poi

ti guardo di nuovo.

Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio

un'arancia, quando guido la macchina, quando vado a

dormire ogni notte senza di te, io resto

come sempre

Montone





La lettera d'amore, Schine
postato da: morea7 alle ore 23:31 | link | commenti
categorie: love, books, versi, scrittori, natura rivale e competitiva
venerdì, 10 luglio 2009

Anyone else but you - Moldy Peaches




postato da: morea7 alle ore 22:04 | link | commenti
categorie: songs, lyrics, rock soul
venerdì, 12 giugno 2009

L' Albero di Stelle

C'era una volta un grosso Albero senza identità nel bel mezzo dell'Universo. Non era un fulgido Acero, non era un'argentea Betulla nè una solida Quercia. Nessuno sapeva dirgli chi fosse.

Stanco di sentirsi inutile e senza nome, staccò dal suolo del mondo le sue enormi radici e andò alla ricerca del senso di tutti quegli enormi rami spogli che si ritrovava . Ma l'unica cosa che destò la sua curiosità nella vastità dell'universo, fu uno spento e nudo Pianetucolo che viveva isolato ai margini del mondo: si nutriva solo di sogni, ma cantava le parole più belle e tristi che vento avesse mai soffiato sulla corteccia dell' Albero.

Senza pensare alle conseguenze eventuali decise di fare qualcosa per lui, di usare i suoi possenti quanto inutili rami per spingerlo fuori dalla sua orbita...



Il nudo e spoglio Pianetucolo si sevgliò dal suo torbido sogno sentendo un forte strappo e una perdita di stabilità, e colse la palla al balzo. Applicando una costante forza, nota alla fisica quantistica come "forza di volontà", riuscì ad allentare le redini che lo costringevano a muoversi costantemente nell'ellissi che Caso e Natura avevano scelto per lui. Allontanarsi dal suo angusto posto nel mondo non fu facile, ma un lontano e calorico brillio allettò il suo spirito tanto da spingerlo a modificare la sua natura.

Così lui, piccolo roccioso e meditabondo, accettò le avances del caldo e luminoso Sole.

Avendo vissuto ai margini più tetri dell'universo, scoprì quanto questo fosse, altrove, luminoso e accogliente, lì dove regnavano i giusti e i belli, i ricchi e i savi. Cominciò a sentirsi privilegiato e protetto, ad abbandonare il crogiolo di fantasia e immaginazione che si era costruito attorno lasciando che fosse il Sole ad avvolgerlo e trastullarlo con i suoi aurei raggi.

Nell'equilibrato mondo dei vivi tutto era d'oro: i sogni, le prospettive, i possedimenti, la frangia del potere. Lui lo sapeva, sapeva che lasciarsi stringere dal potente Sole equivaleva ad accattare ciò che nella vita aveva rifuggito: la normalità, gli onori della cronaca,  l'unanime e condizionato urlo degli Splendidi, il voto a Berlusconi. Come poteva non saperlo? Era lì davanti ai suoi occhi. Ma non gli importava, ciò che contava erano le parole.

Le parole erano l'unica arma che possedeva il più derelitto dei pianeti. Taglienti o soffuse, blande o dirette, ritmate o sincopate, le sue parole incantarono il Sole che rispose immediatamente: una colonna sonora che pulsava a ritmo dei loro nuclei.

E vivere divenne volare dentro una bolla di magico realismo. Lo spoglio pianeta e il potente sole danzavano sulla colonna sonora delle loro parole, attorno a quegli altri pianeti tanto belli quanto irrimediabilmente silenti.

L' Albero guardava e sorrideva: era stato lui l'artefice di tutto questo. Ora sapeva chi era, quale fosse il suo posto nel mondo: illuminare e aiutare l'amore a germogliare, a concretizzare l'impalpabilità del Sogno.  Come rispondendo agli ordini delle parole che Sole e Pianetucolo intrecciavano sotto di lui, sui suoi rami nacquero soffici boccioli e poi fiori scintillanti e aggraziati come mai se ne erano visti, dai cinque petali acuminati ed esoterici.

Ora il firmammento aveva acquistato l'aggraziata bellezza che gli spettava di diritto, l' Albero di Stelle la sua smarrita identità e l' arena era finalmente pronta: l'infinito dell'universo era al servizio dell'eterna danza del Sole e del Pianetucolo, mentre tutt'attorno i rami dell' Albero continuavano a spandersi al ritmo della loro musica e vegliavano sul suono di quelle parole che creavano l' Amore. Finchè...



Finchè il bel Sole volle tornare alla sua raggiante realtà e portare con sè il piccolo e brutto Pianetucolo.

Ma lo spoglio Pianetucolo non era pronto ad abbandonare del tutto il suo eremo solitario: lui voleva continuare a danzare nella loro bolla di sogni e parole prima di affiancare il Re Sole nel suo mondo. Voleva diventare bello, ricco di fiori e verde di rugiada, tornito da uccelli canterini, anelli di fiumi e manti di mari scintillanti, voleva avere rosee nuvole sul suo capo e bianche margherite ai piedi, cespugli solleciti e miniere di diamanti. Voleva essere degno di lui.

Ma aveva bisogno di Tempo per questo, mentre il Sole, geloso e affettuoso lo voleva subito per sè, così, nudo e  freddo, per poterlo scaldare e abbracciare lui stesso. E non  capiva, non capiva che il Pianetucolo non poteva affrontare il mondo senza una copertura.

I raggi del sole si allontanarono dalla sua superficie, la luce nell'arena si spense e l'Albero aprì i suoi rami scintillanti per farlo passare: bello e austero come era sempre stato e come il Pianetucolo lo avrebbe sempre ricordato, il Sole tornò nel suo mondo di feste e doveri.

La forzà di gravità annichilì quella di volontà e il Pianetucolo venne portato via dal confortante brillio, catapultato ferocemente nel suo angusto anfratto che non aveva voluto lasciare del tutto. "E' la mia natura" ripeteva mentre lacrime amare sferzavano le aguzze rocce sulla sua pelle, e lui potè solo ricercare nel ricordo quel caldo tepore che l'aveva fatto vivere, così poco, e riproporlo nell'infinita sequenza dei tristi giorni a venire.

Perchè intorno a lui era tornato ad esserci solo buio, freddo e un vuoto in più: nel suo nucleo più profondo e palpitante, una ferita che lo avrebbe corroso fino alla Morte. E non poteva fare altro che aspettarla e mordere il cuscino finchè non fosse arrivata portandolo per sempre nell'oblio, dove avrebbe dovuto abbandonare anche i suoi amati ricordi, il giorno in cui l'ultima stella dell'Albero, oramai privo della vitale linfa di parole che erano soliti elargirgli gli amanti ai suoi piedi, si  sarebbe inevitabilmente spenta.



domenica, 24 maggio 2009

Cogitationis poenam nemo patitur

In un mondo che...

snocciola ore verso la sua inevitabile fine, la vita prosegue lineare e sensata ricalcando le orme di un imperscrutabile destino. Manifestazioni di questa sensatezza si ritrovano in ogni dove nel creato, ma è nella civiltà, nel sociale ludibrio del quotidiano che la naturalezza del sensato acquista tutta la sua levatura.

Abituati all'umana logicità imperante, tutto logicamente archiviamo.

Cosicchè se mentre te ne stai sbracalato sul divano a zappingare ti si profila davanti la pubblicità di un noto detergente intimo, la tua annoiata reazione a questo sensato evanto sarà...un'annoiata reazione, appunto, perfettamente dotata di senso logico. Se, sempre codesto spot pubbicitario, manda in sovrimpressione gli esiti della campagna “prima di tutto donne” e ti informa che “8 donne su 100 sono state perseguitate da un ex” e che " tot donne su 100 lavorano e crescono figli", la tua reazione sarà fugacemente interesseta o vagamente menefreghista, ma comunque, anche in questo caso, perfettamente sensata. Se poi tra un "tot donne su 100 non può avere bambini" e un altro "tot su 100 rinuncia alla sua carriera per la famiglia", appare un esito quale “42 donne su 100 si sentirebbero più sicure con le ronde cittadine”, il tuo radar di senso vacilla un po', sbanda, si eclissa un attimo e allorchè confuso e meditabondo, si rialza e torna al suo posto.

Il motivo per il quale un detergente intimo c'entri con le ronde cittadine è e resta un mistero da pubblicitari che inizialmente, rabdomante in campo di grigistra materia, il tuo radar di senso cerca di svelare (c'entrarà qualcosa con il fatto che in Parlamento stanno proprio in questo momento cercando di istituirle?), per poi mollare la presa e lasciarsi cullare dalla più naturale, spontanea e frequente accettazione di un evento in quanto sensato.









Ma il danno è fatto. Il tuo vettore di senso, che tanto faticosamente avevi sedato, è stato stimolato e ora vaga come una  bussola impazzita chiedendosi il perchè di questo e quello, il senso di A, B e anche di C! Di C, capisci!

E così il fatto che la Mediaset intenti causa a Youtube e che Berlusconi voglia regolarizzare internet ti sembra una lampante dimostrazione di come la democrazia vacilli sempre più in Italia, uccisa a colpi di mortaio come un'antica sequoia che ha fatto il suo tempo.

E così ti puzza la tua collega che lamenta ai quattro venti la sua povertà e si compra una Minicooper nuova fiammante.

E così vedi nell'ossessione al comando del tuo sbambolato vicino e nella sua pretesa di possesso di antri condominiali, una necessità di prevaricazione e una subconscia sete di superiorità e potere che ti svela ulteriori mali social-umani.

E così sveli nell'apparente e puro amore di coppiette in fiore che convolano a sante nozze, un fondo di barboso e totalitario desiderio di arrivismo, che spinge la celere sposa (e il suo previdente sposino ) a fare il "grande passo" prima o insieme all'amica o alla cugina o alla cugina dell'amica per garantirsi un primato orgoglioso nel podio "quelli-che-nel-paese-si-sposano-prima-degli-altri-e-prima-di-una-certa-età. E sempre osservando questi boccioli in amoroso contegno, un altro più squallido desiderio ti si para lampante davanti agli occhi: è il caso di TRE sorelle che sposano TRE fratelli, i quali fratelli sono ricconi avviati nella ditta di famiglia e il caso ha voluto che l'amore sbocciasse per tutti e tre questi consanguinei da parte delle tre consanguinee a caccia della preda più vantaggiosa.

Paradosso: l'affannosa ricerca del sensato ti porta solo a svelare la sua mancanza.

Ma chi te lo fare? Ristabilisci l'equilibrio e accetta tutto come perfettamente logico e naturale. Ne guadagnerai in salute e in società, perchè sempre meno ti chimeranno "strambo", "strano", "diverso".

Fai come faccio io: ignoro la mia "lancetta del sensato" che rulla e gira come un'ossessa, anestetizzo la mia mente perdendomi in un mondo di arte e bellezza, di poesia e fantasia.

Quindi, mentre le spose si accapigliano per accaparrarsi il miglior partito in nome dell'amore, io cerco quest'ultimo percorrendo i profili e i colori degli Ukiyo-e







Mentre gli italiani sprofondano verso lidi storici già calcati scegliendo malamente i politici che li governano e vantandosene pure, io mi lascio sprofondare nei versi di Emily Dickinson



Except to Heaven, she is nought.

Except for Angels - lone.                                                            

Except to some wide-wandering Bee

A flower superfluous blown.


Except for winds - provincial.

Except by Butterflies

Unnoticed as a single dew

That on the Acre lies.


The smallest Housewife in the grass,

Yet take her from the Lawn

And somebody has lost the face

That made Existence - Home!*


Mentre la gente si affida al caso e nel caso crede come fosse un dio consacrato, io mi perdo in mondi letterari, mi postpongo in altre coscenza, in pensieri di persone illuminate e speciali**



A torto e a ragione io scelgo l'oblio del sensato. D'altronde "cogitationis poenam nemo patitur"***. Finchè dura.




*Eccetto per il Cielo, è nullità.

 Eccetto per gli Angeli - sola.

 Eccetto per qualche Ape vagabonda

 Un fiore sbocciato inutilmente.


 Eccetto per i venti - provinciale.

 Eccetto per le Farfalle


 Ignorata come una goccia di rugiada

 Che giace sul Terreno.


 Una minuscola Massaia in mezzo all'erba,

 Eppure strappatela dal Prato

 E qualcuno avrà perso il volto

 Che rendeva l'Esistenza - Familiare!





**Che nella fattispecie sono: Marcel Proust, Doroty Parker e Che Guevara.


***Nessuno può subire una pena per i suoi pensieri

sabato, 02 maggio 2009

Assecondiamo la malata necessità contemporanea di pubblicare i fatti nostri.



1. ultima cosa che hai bevuto: Qualcosa che somigliava alla Coca cola ma che non era proprio Coca cola.

2. ultima chiamata: Stefania per organizzarci prima del concerto.

3. ultimo messaggio: a Nadia, puro cazzeggio.

4. ultima canzone ascoltata:Stamattina: Waiting for the Rapture, Oasis.

5. ultima volta che hai pianto: Ieri guardando Rain man.

6. hai mai frequentato due persone contemporaneamente? Certo! Perchè, dovrei frequentarne solo una alla volta?

7. sei mai stata tradita? Sì.

8. hai mai baciato qualcuno e poi ti sei pentito? No.

9. hai perso qualcuno di speciale? Ovviamente.

10. sei mai stato depresso? E' il mio stato perenne.

11. ti sei mai ubriacato e poi hai vomitato? No.



ELENCA TRE COLORI CHE TI PIACCIONO:

12. Rosa.

13. Nero.

14. Viola.



QUEST'ANNO HAI :

15. fatto nuove conoscenze? Sì.

16. smesso di amare qualcuno? Sì.

17. riso fino a piangere? Sì.

18. incontrato qualcuno che ti ha cambiato la vita? No.

19. capito chi sono i tuoi veri amici? In parte.

20. beccato qualcuno che stava parlando di te? A voglia...

21. baciato un tuo amico/a? No.

22. quante persone tra i tuoi amici di facebook conosci realmente? Per facebook non esisto.

23. quanti bambini vuoi avere? Non so se avrò mai figli. Se dovessi scegliere direi 3 o 4.

24. hai animali domestici? Tanti pesci rossi e una paperella.

25. vuoi cambiare il tuo nome? Vorrei aggiungerne un altro senza cambiare il primo.

27. come hai festeggiato il tuo ultimo compleanno? Lavorando: una merda.

28. a che ora ti sei svegliato stamattina? 09.45

29: Cosa facevi ieri a mezzanotte? Stavo su msn e leggevo l'Unità on line.

30. qual'è la cosa per la quale non riesci ad aspettare? Leggere un libro atteso o appena scoperto che m'interessa.

31. l'ultima volta che hai visto tuo padre? Più di 16 anni fa.

32. qual'è la cosa che ti auguri di cambiare nella tua vita? Tutto.

33. che cosa stai ascoltando ora? Sto parlando al cellulare.

34. hai mai parlato con una persona che si chiama tommaso? Sì.

35. che cosa ti da su i nervi in questo momento? Il livello di disinformazione in Italia e la paura per la diffusione del virus suino.

36. la pagina web pù visitata? aNobi e l'Unità.

37. qual'è il tuo vero nome? Marianna.

38. soprannomi? Mary, Marion, Marià, La filosofa.

39. sei fidanzata/o? No.

40. segno zodiacale? Ariete, arietissima!

41. uomo, donna o transessuale? Donna.

42. scuole elementari? Le migliori, da prima della classe!

43. medie? Confuse. Iniziava il periordo ribelle-nonfacciociòchemidiconoigrandi.

44. superiori? Ribelle totale, irriverente, anticonformista nel biennio. Nel triennio più studio e più maturità.

45. colore dei capelli? Castano.

46. ultimo libro letto? Una vita tranquilla, Marguerite Duras.

47. altezza? 1,60.

48. hai una cotta per qualcuno? Forse...

49. cosa ti piace di te? Le mani, il taglio degli occhi, la testa psicotica che mi ritrovo.

50. Piercings? Solo buchi alle orecchie.

51. Tatuaggi? Non ancora...

52. sei di destra o di sinistra? Più a sinistra dei comunisti.



PRIME VOLTE:

53. Prima operazione? Mai stata operata, (tocchiamo ferro và).

54. Primo piercing? I buchi alle orecchie non sono propriamente piercing ma iniziai alle elementari.

55. Primo miglior amico? Amica. Alla scuola materna, durata poi per tutte le elementari e qualche giorno della prima media.

56. Primo sport a cui hai partecipato? Pallavolo.

57. Primo animale domestico? Pesce rosso, Tremal-Naik.

58. prima vacanza da sola? Gita scolastica in Toscana, alle superiori.

59. primo concerto? Scuole medie: Nek. Ora non ci andrei neanche pagata ma vabbè....

60. prima cotta? a neanche 12 anni per un adolescente fatto!



IN QUESTO MOMENTO:

61. stai mangiando? no

62. stai bevendo? no

63. sei sul punto di? Togliermi il pigiama (e sono le 16.20!).

64. stai ascoltando? I Don't Want To Be, Gavin DeGraw.

65. stai aspettando? Di sapere a che ora devo uscire per decidermi a staccarmi dal pc.



IL TUO FUTURO :

66. vuoi bambini? Vorrei...

67. vuoi sposarti? Nè sì nè no. Come faccio a sapere se desidero sposare qualcuno se non sto con nessuno?

68. la carriera che hai in mente? Giornalista impiegata in un giornale indipendente e scrittrice. Più un sogno che altro, temo.



COS'E' MEGLIO:

69. labbra o occhi → Occhi.

70. abbracci o baci→ Baci. E abbracci.

71. alto/a o basso/a→ alto.

72. più giovane o più vecchio/a → più  vecchio.

73. romantico/a o spontaneo/a→ Non mi frega nè di uno nè dell'altro. Direi ribelle e tenebroso.

74. una bella pancia o belle braccia → Bah...indifferente. Forse braccia.

75. sensibile o esuberante→ Irriverente.

76. storiella o relazione seria-> Voglio una storia. Non posso decidere in anticipo come la voglio.

77. Provocatore o indeciso? Provocatore.



HAI MAI:

78. baciato una persona che non conoscevi → no.

79. bevuto un liquore forte → no.

80. perso gli occhiali o le lenti a contatto → no.

81. fatto sesso al primo appuntamento →no.

82. spezzato il cuore di qualcuno → temo di sì.

83. avuto il tuo cuore spezzato → of course..

84. ti sei mai ubriacato → solo leggermente.

85. sei mai stato arrestato → purtroppo no.



CREDI:

89. in te stesso? No.

90. nei miracoli? Sì.

91. nell'amore a prima vista? Credo in quello che viene definito "Amore a prima vista" ma non lo chiamo così.

92. nel paradiso? No.

93. in Babbo natale? Sì.

94. nel Karma? Sì.

95. nel bacio al primo appuntamento? Dipende dall'appuntamento.

96. negli angeli? No.



RISPONDI SINCERAMENTE:

97. C'è una persona che vorresti fosse lì con te? Sì, ma non l'ho ancora conosciuta.

98. hai mai avuto più di un ragazzo/a contemporaneamente? No.

99. hai mai detto a qualcuno che lo amavi e non era vero? No...non credo.

100. Intitolerai questa nota le cento verità? No la intitolerò: "Assecondiamo la malata necessità contemporanea di pubblicare i fatti nostri".



P.S.:Riferito a quei due gatti e un cane che leggeranno questo post: fate copia e incolla e ripondete voi. Se volete. Se non volete, non lo fate.
martedì, 21 aprile 2009

Tabucchi all'Italia: "E' la fattoria degli animali"

E hai drammaticamente ragione, caro Tabucchi.

Per chi non lo sapesse, e non siete in pochi visto il più drastico riserbo mantenuto sulla faccenda, il noto scrittore (e concedetemelo, eccezionale scrittore, visto che è uno dei miei preferiti), è stato citato in giudizio da Renato Schifani, presidente del Senato italiano.

In un editoriale durissimo di Antonio Tabucchi, politologo di Repubblica cita Orwell e la sua -Fattoria degli animali-, esempio del più bieco modello stalinista. Nel libro tutti gli animali sono uguali, ma i maiali sono più uguali degli altri.

Per Tabucchi, seguendo la metafora orwelliana, applicando il lodo Schifani, in Italia ci sarebbero quattro maiali più uguali degli altri.

L'editorialista si occupa anche del decreto salva-processi, affermando "Berlusconi gioca pesante, agisce contro la Costituzione ed arriva a destrutturare il Paese", cioè,  per evitare una sentenza, il premier blocca tutti i processi italiani, con il risultato di inceppare la macchina della giustizia.

A causa di questi atteggiamenti, ed è l'affondo di Tabucchi "L'Italia sta vivendo un momento di emergenza democratica"

Per Tabucchi “Viviamo una situazione molto preoccupantei: immaginate Zapatero che censura un programma critico nei confronti del suo Governo? È un mondo alla rovescia. In Italia il primo ministro è proprietario dell’80% dei mezzi di informazione. La UE ha obbligato i paesi dell’Est ad abbandonare le loro leggi comuniste per entrare in Europa e poi permette all’ Italia che il primo ministro controlli la RAI, le televisioni private ed una parte dei giornali. Non è un problema italiano, è europeo. Più della curva delle banane”.

Tabucchi sostiene che la Federazione della Stampa Italiana debba denunciare la RAI al Consiglio d’Europa per abuso di potere. “Già nel 2001 Berlusconi cacciò vari professionisti della RAI con il cosiddetto editto bulgaro come se fossero stati suoi impiegati. Nessuno fece niente. Adesso ha minacciato da Vienna di voler attuare “azioni dure” contro i giornalisti, si riunisce a casa sua per nominare i nuovi direttori della RAI e censura i programmi più critici.È intollerabile, l’informazione in Italia è malata e nessuno muove un dito. In nessun paese europeo succede una cosa del genere. Se un politico spagnolo controllasse per esempio La Vanguardia, El País e sei televisioni, potrebbe essere primo ministro?”.Lo scrittore si sente “minacciato personalmente” e chiede alla stampa internazionale di presentarsi il 7 maggio a Pisa, dove comparirà di fronte al giudice per difendersi da una citazione a giudizio di Renato Schifani, presidente del Senato italiano. “Mi chiede 1.250.000 euro per un articolo apparso su L’Unità per presunti danni all’immagine” spiega. Schifani è la seconda carica dello Stato italiano, dopo il presidente della Repubblica, e non puó essere processato.


“Lui gode dell’immunità giudiziaria perché il Governo ha approvato una legge, il cosiddetto lodo Alfano, che impedisce di processare le quattro più alte cariche dello Stato. Ed io sono solo perché la denuncia non coinvolge L’Unità. È stata fatta così con lo scopo di intimidire senza che si noti molto, perché non si dica che è contro la Stampa, perché si sappia il meno possibile”.



La situazione si conosceva, Tabucchi ha solo rimarcato quanto palese. Ma in Italia la situazione potrà solo peggiorare perchè la gente fa orecchie da mercante o non gliene importa niente e continuerà a votare codesta politicaglia fascista.

Spero che il 7 maggio la libera stampa internazionale crei un caso, strimpelliai quattro venti questo sudiciume e porti un po d'aria fresca nell'informazione italiana.



Fonti: http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=3368

          www.voceditalia.it/articolo.asp
domenica, 12 aprile 2009

Disillusione, mia perenne compagna


"Si avvisano gli studenti che, secondo quanto deliberato nella seduta del Consiglio di Corso di Laurea del 01 aprile 2009, non sarà prevista una sessione straordinaria di esami ad aprile."


Scarna e lapidaria ma piena di riferimenti e significati reconditi, strutturati al secondo e al dettaglio per farci passare un'allegra e serena Paqua. Intanto la mia laurea si allontana e miei sogni svaniscono in uno spruzzo di vaporoso.


De "I giornalisti sciacalli, gli spiritualmente vicini, e il boicattaggio sdegnoso"

Mentre la terra trema ancora, in Abruzzo si scava ininterrottamente per salvare quei pochi non morti sotto le macerie e 18.000 sfollati guardano da miracolati quali sono le briciole della loro abitazione, le reti televisive italiane interrompono la normale programmazione per speciali di informazione e approfondimento sulla tragedia.

E' cosa vera e giusta. Un po più vere e decisamente meno giuste sono le ragioni, scevre dal puro dovere informativo, che animano giornalisti e accozzaglia televisiva varia. Così, del tutto gratuitamente, ci vengono spiettellati episodi di sciacallaggio giornalistico e bassezza umana.

E' che l'egoismo e l'arrivismo sono la base del nostro vivere civile e non c'è euro donato via sms o misticismo religioso che tenga il confronto.

E io?

Io boicotto gli str***oni: non guarderò più stupidi servizi televisivi dediti solo al raggiungimento di un grosso share dietro le spalle di 294 italiani morti e di altrettante famiglie distrutte.

Mi spiace annoverare anche Annozero tra i programmi da eliminare: ho sempre avuto massima stima e pieno interesse per il giornalismo di Santoro, ma l'ultima puntata è stata una rincorsa alla critica forzata, alla retorica più patetica e palese, una ricerca al colpevole senza criterio. Non lo accetto il giorno prima dei funerali delle vittime, si stava ancora scavando per cercare sopravvissuti e loro cosa fanno? Puntano il dito contro la protezione civile, i volontari ecc...solo perchè questo format fa fare loro audience? No grazie.



E prima degli esempi di giornalismo degradato, come non citare la letterucola di quattro, ripeto quattro, righe che il Santo Padre ha fatto leggere al suo segretario e che lo vedono "spiritualmente vicino e partecipe al dolore degli abruzzesi"? Ma sii FISICAMENTE presente, alza le tue chiappone e vai a tenere i funerali, troglo! L'Aquila sta a nemmeno due ore da Roma e sua santità santissima dei miei stivali che fa? Manda lettere e si fa la via crucis...

Senza parole.



Vergognoso Tg1:











L'arrogante fretta di Sposini:













Altri giornalisti sciacalli scovati da Striscia la notizia:











venerdì, 10 aprile 2009

Medea

Sono certo diversa in molte cose da molta gente.

Per me,se un ingiusto è abile a parlare,ciò che merita è una pena grossissima:

presume d'adornare i suoi torti con la lingua, e ardisce a tutte le ribalderie:

ma troppo saggio non direi che sia.

Così tu non assumere l'aspetto di brav'uomo con me,non fare sfoggi oratori:

che basta una parola a stenderti:

dovevi,se non eri quel malvagio che sei,prima convincermi,poi sposarti,e non farlo di nascosto
.




Medea - Euripide







Evelyn De Morgan
postato da: morea7 alle ore 21:57 | link | commenti (1)
categorie: books, versi, arts, miti&leggende, my heroes, my favourite stories
domenica, 15 marzo 2009

Non credo in queste liste ma mi divertono

"The Big Read reckons that the average adult has only read 6 of the top 100 books they've printed."

1) Look at the list and bold those you have read.

2) Italicize those you intend to read.

3) Underline the books you LOVE.

4) Reprint this list in your own LJ so we can try and track down these people who've read 6 and force books upon them.



1 Pride and Prejudice - Jane Austen

2 The Lord of the Rings - JRR Tolkien

3 Jane Eyre - Charlotte Bronte

4 Harry Potter series - JK Rowling

5 To Kill a Mockingbird - Harper Lee

6 The Bible

7 Wuthering Heights - Emily Brontë

8   1984  - George Orwell

9    His Dark Materials - Phillip Pullman 

10 Great Expectations - Charles Dickens

11 LIttle Women - Louisa M. Alcott

12 Tess of the D'Urbervilles - Thoman Hardy


13 Catch 22 - Joseph Heller

14 Complete Works of Shakespeare

15 Rebecca - Daphne Du Maurier

16 The Hobbit - JRR Tolkien

17 Birdsong - Sebastian Faulks

18 Catcher in the Rye - JD Salinger

19 The Time Traveller's Wife - Audrey Niffenegger

20 Middlemarch - George Eliot

21 Gone With The Wind - Margaret Mitchell

22 The Great Gatsby - F. Scott Fitzgerald

23 Bleak House - Charles Dickens

24 War and Peace - Leo Tolstoy

25 
The Hitchhiker's Guide to the Galaxy - Douglas Adams


26 Brideshead Revisited - Evelyn Waugh

27 Crime and Punishment - Fedor Dostoyevsky

28 Grapes of Wrath - John Steinbeck

29 Alice in Wonderland - Lewis Carroll

30 The Wind in the Willows - Kenneth Grahame

31 Anna Karenina - Leo Tolstoy

32 David Copperfield - Charles Dickens

33 Chronicles of Narnia - CS Lewis

34 Emma - Jane Austen

35 Persuasion - Jane Austen

36 The Lion, The Witch and The Wardrobe - CS Lewis 

37 The Kite Runner - Khaled Hosseini

38 Captain Corelli's Mandolin - Louis De Bernieres

39 Memoirs of a Geisha - Arthur Golden

40 Winnie the Pooh - AA Milne

41 Animal Farm - George Orwell

42 The Da Vinci Code - Dan Brown

43 One Hundred Years of Solitude - Gabriel Garcia Marquez

44 A Prayer for Owen Meaney - John Irving

45 The Woman in White - Wilkie Collins

46 Anne of Green Gables - LM Montgomery

47 Far From The Madding Crowd - Thomas Hardy

48 The Handmaid's Tale - Margaret Atwood

49 Lord of the Flies - William Golding

50 Atonement - Ian McEwan

51 Life of Pi - Yann Martel

52 Dune - Frank Herbert

53 Cold Comfort Farm - Stella Gibbons

54 Sense and Sensibility - Jane Austen

55 A Suitable Boy - Vikram Seth

56 The Shadow of the Wind - Carlos Ruiz Zafon

57 A Tale Of Two Cities - Charles Dickens

58 Brave New World - Aldous Huxley

59 The Curious Incident of the Dog in the Night-time - Mark Haddon

60 Love In The Time Of Cholera - Gabriel Garcia Marquez

61 Of Mice and Men - John Steinbeck

62 Lolita - Vladimir Nabokov

63 The Secret History - Donna Tartt

64 The Lovely Bones - Alice Sebold

65 Count of Monte Cristo - Alexandre Dumas

66 On The Road - Jack Kerouac

67 Jude the Obscure - Thomas Hardy

68 Bridget Jones's Diary - Helen Fielding

69 Midnight's Children - Salman Rushdie

70 Moby Dick - Melville

71 Dracula - Bram Stoker


72 Oliver Twist - Charles Dickens

73 The Secret Garden - Frances Hodgson Burnett


74 Notes From A Small Island - Bill Bryson

75 Ulysses - James Joyce

76 The Bell Jar - Sylvia Plath

77 Swallows and Amazons - Arthur Ransome

78 Germinal - Emile Zola

79 Vanity Fair - William Makepeace Thackeray

80 Possession - AS Byatt

81 A Christmas Carol - Charles Dickens

82 Cloud Atlas - David Mitchell

83 The Color Purple - Alice Walker

84 The Remains of the Day - Kazuo Ishiguro

85 Madame Bovary - Gustave Flaubert

86 A Fine Balance - Rohinton Mistry

87 Charlotte's Web - EB White

88 The Five People You Meet In Heaven - Mitch Albom

89 Adventures of Sherlock Holmes - Sir Arthur Conan Doyle

90 The Faraway Tree Collection - Enid Blyton

91 Heart of Darkness - Joseph Conrad

92 The Little Prince - Antoine De Saint-Exupery

93 The Wasp Factory - Iain Banks

94 Watership Down - Richard Adams

95 A Confederacy of Dunces - John Kennedy Toole

96 A Town Like Alice - Nevil Shute

97 The Three Musketeers - Alexandre Dumas

98 Hamlet - William Shakespeare

99 Charlie and the Chocolate Factory - Roald Dahl

100 Les Miserables - Victor Hugo
postato da: morea7 alle ore 11:21 | link | commenti
categorie: books, liste, my favourite stories
domenica, 22 febbraio 2009

Inverno













Sale la nebbia sui prati bianchi

come un cipresso nei camposanti

un campanile che non sembra vero

segna il confine fra la terra e il cielo.



Ma tu che vai, ma tu rimani

vedrai la neve se ne andrà domani

rifioriranno le gioie passate

col vento caldo di un'altra estate.



Anche la luce sembra morire

nell'ombra incerta di un divenire

dove anche l'alba diventa sera

e i volti sembrano teschi di cera.



Ma tu che vai, ma tu rimani

anche la neve morirà domani

l'amore ancora ci passerà vicino

nella stagione del biancospino.



La terra stanca sotto la neve

dorme il silenzio di un sonno greve

l'inverno raccoglie la sua fatica

di mille secoli, da un'alba antica.



Ma tu che stai, perché rimani?

Un altro inverno tornerà domani

cadrà altra neve a consolare i campi

cadrà altra neve sui camposanti.



Fabrizio De Andrè


postato da: morea7 alle ore 13:51 | link | commenti
categorie: songs, versi, my heroes, rock soul, poetic season
domenica, 01 febbraio 2009

La donna ha bisogno dell'uomo come un pesce della bicicletta

L'elegante proposizione che dà il titolo a questo post è uno dei motti tra i più rappresentativi di quell'ampio e stratificato movimento che è il femminismo. Non è mia intenzione fare un'apologia del movimento o un riassunto della rivoluzione storica che lo ha accompagnato, nè strillare slogan pro-female. E non perchè sia una persona moderata e non di parte (io sono indiscutibilemnte di parte, sia chiaro), ma perchè mi prospetto di farlo in altre e più accreditati discussioni.

Mi riservo invece di rovesciare la mia bile verso il nuovo Neofemminismo o quello che vogliono sfacciatamentre spacciare per tale. Ovverosia una sorta di ribellione sessuale tardiva e lasciva all'ennesima potenza, in cui pare che la donna affranchi se stessa dal virginale pudore che, secondo l'antica tradizione, le sue virtù dovrebbero immancabilmente contemplare. Pare che la definizione sia scaturita da un libro molto in voga in Europa e millantato come opera d'arte summa, vero manifesto del femminismo del XXI secolo. Non vi nego che queste premesse mi avevano incuriosita e anelavo con fervore a leggere questo capolavoro con il serio intento di ergerlo, se avesse confermato le previsioni, a caposaldo della mia filosofia di vita.



Ad esser messo in discussione qui non è libro che non conosco, non l'ho letto, non lo giudico e non lo nomino. E che mi riservo comunque di leggere.

Quello che, da femminista, non tollero è che mi si propini come modello neofemminista, una semi-ninfomane grottesca nel suo pensare e fortemente maschilizzante nel suo agire.

La donna deve ricorrere a una sessualità spinta, volgare e malata e d indulgere esclusivamente sugli attributi del suo corpo? Perfetto. Fateci pure mille libri, ma non mi innalazate questa scabra figura a prototipo di una nuova rivoluzione femminile, perfavore. Qualche mentecatto potrebbe anche crederci. Credere che le donne, oggi, mirino ad uniformarsi ad atteggiamenti e desideri fallocratici, spacciandoli per desideri propri.

E non inficiate il nome del neofemminismo che, al contrario, è esploso per diversificare con furore la donna dall'uomo e renderla una indipendente padrona di sè e del suo destino.

Che poi io sia fermamente convinta che questo obiettivo non sia stato ancora del tutto raggiunto e che sono molto poche le donne che non cedono ai ricatti istitutivi-morali, è un altro discorso.

E comunque sempre "Io sono mia!".


Sistema scolastico e sistema universitario americano

Oh be'...è la mia nuova passione-ossessione e devo organizzarla e catalogarla da qualche parte. Ti tocca , oh mio fedele blog.





Sistema Scolastico:



Il sistema scolastico è il più facile anche perchè segue, grosso modo, un iter simile a quello italiano.

La scuola prevede 12 gradi (suddivisi in categorie a seconda dello stato considerato); una organizzazione generica può essere la seguente:

-Elementary School: dal 1° al 5° grado

-Middle School (detta anche Junior High School): dal 6° all'8° grado

-High School: dal 9° al 12° grado



Come si può notare uno studente degli US si diploma generalmente un anno prima rispetto a uno studente italiano (per il quale gli anni di scuola previsti sono 13).



E' prevista anche una nursery school per i bambini al di sotto dei 5 anni e un kindergarten per i bambini di 5 anni: messi insieme fanno l'asilo italiano. Il bambino statunitense inizia quindi il suo percorso scolastico all'età di 5-6 anni (più o meno come in Italia) e termina il suo percorso a 17-18 anni.

Durante la high school, lo studente deve frequentare un numero di materie obbligatorie e sceglierne altre complementari che aiuteranno il ragazzo a formare un piccolo curriculum indirizzato ad uno sviluppo universitario o professionale.

I voti, come risulta ben noto dai telefilm che spopolano fra i teenagers, vanno dalla A alla F.





Sistema Universitario:



Il programma universitario inizia con le Undergraduate Degrees, ovvero un percorso accademico che può durare da 2 a 4 anni; è possibile continuare gli studi seguendo le Graduate Degrees che vanno da 1 a 2 anni.

Prima di iniziare con la distinzione fra UD e GD, cerchiamo di svelare il mistero: come si traduce "università" in inglese?

Bene, ci sono tre tipi di università:

-il College: fornisce solo percorsi Undergraduate.

-la University: fornisce percorsi Undergraduate e Graduate.

-l'Institute: fornisce un percorso Undergraduate e Graduate specializzato in un settore di interesse (ad es. Institute of Art, Institute of Business, Institute of Technology, etc...).





1. Undergraduate Degrees



Le lauree Undergraduate dipendono dalle scelte effettuate dallo studente: egli può voler scegliere di continuare gli studi terminando un Undergraduate Program approfondito (della durata di 4 anni) per poi continuare con il Graduate Program; si possono scegliere percorsi orientati alla formazione professionale tecnica (che non conferiscono una vera e propria laurea, bensì un "certificato"); infine, è possibile scegliere una via di mezzo fra il percorso Undergraduate approfondito e il percorso professionale, consistente in un corso di studi della durata di 2 anni che fornisce una ricca preparazione umanistica e scientifica.



Dunque, su questa base, ricapitoliamo e distinguiamo:

-Technical and Vocational Colleges: durano 1 anno o poco più e conferiscono un certificato.

-Community Colleges: durano 2 anni e conferiscono due tipi di lauree chiamate Associate of Arts (A.A.) e Associate of Science (A.S.)

-Colleges: durano 4 anni e conferiscono due tipi di lauree chiamate Bachelor of Arts (B.A.) e Bachelor of Science (B.S.)

-Universities: danno la possibilità di conseguire il B.A. o il B.S. e continuare con un corso di laurea Graduate.



Possiamo notare come, grosso modo, la laurea triennale italiana equivalga a un B.A. o a un B.S., rimanendo un gradino più in alto rispetto alle A.A. e A.S. e un gradino più in basso rispetto alle lauree Graduate.

E' bene precisare che alcuni Colleges e alcune Universities offrano corsi Undergraduate già specializzati, della durata di 5 anni, che conferiscono una laurea di interesse (Bachelor of Engineering, Bachelor of Business Administration, Bachelor of Architecture, etc...).

E' possibile conseguire una speciale Associate degree (A.A. o A.S.) che possa consentire il completamento fino alla Bachelor Degree.



Gli anni della Bachelor degree si distinguono in:

-1 anno: freshman year

-2 anno: sophomore year

-3 anno: junior year

-4 anno: senior year



I primi due anni vengono denominati "Lower Division" mentre gli ultimi due "Upper Division".

Ogni anno è generalmente diviso in semestri (ma alcune università scelgono di adottare i quadrimestri o i trimestri).

Le interruzioni delle lezioni vanno da 2 a 4 settimane per il periodo Dicembre-Gennaio e 1 settimana tra Marzo e Aprile.



La Bachelor degree può essere conseguita anche in meno tempo del previsto dato che alcuni corsi vengono tenuti durante l'estate (sia per coloro i quali intendono terminare gli studi con anticipo che per gli studenti che intendono ri-seguire un insegnamento).





In tutti i casi, il sistema Undergraduate funziona a crediti: per completare il corso di studio possono esserne necessari da 130 a 180. Il voto per ciascuna materia va da A ad F e viene dato dall'insegnante del corso sulla base di svariati fattori quali:

-partecipazione attiva durante la lezione

-test in itinere

-seminari

-lavori di gruppo e di laboratorio

La frequenza è, nella quasi totalità dei corsi, strettamente obbligatoria!

Che io ricordi, non esiste una votazione finale di laurea (è sufficiente avere conseguito i crediti necessari ad ottenere il titolo) tranne che per particolari casi in cui viene conferita una Honor Degree per brillanti meriti con il seguente ordine (dal più alto al più basso): summa cum laude, magna cum laude, cum laude.





2. Graduate Degrees



Le due lauree Graduate che si possono conseguire negli USA sono la Master's Degree a cui segue la Doctoral Degree.

La Master's Degree è il completamento di un percorso di studi iniziato già con la Bachelor Degree in un corso undergraduate: dura da uno a due anni ed è l'equivalente alla laurea specialistica italiana (o a quella di vecchio ordinamento).

Si può scegliere di seguire due percorsi:

-Academic Master's: è un percorso graduate accademico finalizzato alla ricerca che prevede una continuazione con la Doctoral Degree; si possono conseguire titoli quali Master of Arts (M.A.) e Master of Science (M.S.)

-Professional Master's: è un percorso graduate "autoconcludente"  finalizzato alla formazione professionale dello studente in ambiti di alta competenza; si possono conseguire titoli quali Master of Business Administration (M.B.A.), Master of Social Work (M.S.W.), Master of Fine Arts (M.F.A.), etc...



In entrambi i casi, i corsi di studio possono durare da 30 a 60 crediti conseguendo voti che vanno da A ad F basati su discriminanti più importanti rispetto ai voti della bachelor degree (come tenere lezioni, seminari, organizzare lavori con i professori).



La scelta di proseguire con la Doctoral Degree (a volte chiamata Post-Graduate Degree) corrisponde esattamente al dottorato di ricerca italiano: il programma di studio prevede da 5 a 8 anni di lavoro che può essere o meno avallato a discrezione del professore che coordina il gruppo di ricerca, il quale riterrà il lavoro soddisfacente o meno.



I titoli conseguiti al termine della Doctoral Degree possono essere:

-il più comune è il ben noto Ph.D. (Doctor of Philosophy). Non lasciamoci ingannare dalla traduzione del termine, la filosofia non c'entra niente (ad es. può avere un Ph.D. anche un laureato in matematica).

-altri titoli possono essere Ed.D. (Doctor of Education) o D.B.A. (Doctor of Business Administration), etc...

-titoli speciali vengono conferiti a scuole di medicina, come M.D. (Medical Doctor), già visto nella popolare serie televisiva House M.D. che è stato erroneamente tradotto come Medical Division.



Per l'elevata complessità della Doctoral Degree, spesso gli italiani (coloro i quali hanno avuto esperienza accademica negli USA) ritengono che la VERA UNIVERSITA' inizi proprio con questo corso di studi.







Fonte www.associazioneelectron.org/mambo/index.php
giovedì, 29 gennaio 2009

Pro e contro delle Pecore nere

Passare le giornate a ripetere a me stessa che il ruolo anomalo che mi sono scelta mi rende ciò che sono e che ciò che sono è anomalo quanto il ruolo stesso, non basta più.

Star fuori dal gregge belante è una scelta più che un'indole. Ma anche viceversa oramai. Una necessità che è divenuta l'unica accettabile in un mondo di pecorelle omologate. Dove la diversità è rinnegata, temuta, derisa, quella stessa che io considero un dono prezioso da difendere e nutrire. Qui qualcuno sbaglia: o io o loro, e alla fine dei conti vedremo chi è.

Pecora nera sì, fin nel profondo dell'anima. Ma anche ad una pecora nera serve un gruppo.

Un piccolo e delineato branco di pecore beige o marroni o anche caprette grigie, toh.

Probabilmente, per definizione, inficerebbero il ruolo che la pecora nera riveste, ma in barba a qualsiasi luogo comune, questo compreso, io un gruppo lo vorrei.

A patto che non scolori il mio vello notteo.

Deve quindi avere certe caratteristiche e siccome il desiderio di far parte di un gruppo adeguato a me è fantasia quanto i cerchi delle fate che da bambina scorgevo ovunque, posso permettermi di esagerare nelle decorare il mio desiderio.





Al momento il prototipo di ordine cui vorrei aderire è per molti versi simile alle confraternite massoniche. In realtà del fine ultimo del miglioramento dell'umanità, dell'arricchimento dei singoli, e di tutte quelle baggianate di fedeltà e giuramenti, non me ne può fregare un'emerita acca.

Quel che mi attira enormemente della questione è l'aspetto misterioso e segreto di codeste confraternite, la conoscenza assoluta in certi settori, l'anticonformismo di base, e soprattutto l'idea di usare simboli e messaggi cifrati che solo loro possono comprendere. Anche la mania di lasciare tesori nascosti e simboli celati per raggiungerli non mi dispiace, e già qui scadiamo nel cinematografico. Però è il mio sogno quindi mi arrogo anche questo diritto.

Ok in realtà con i massoni la mia idea di "gruppo" ha solo questo in comune ma è storicamente figo paragonarlo a loro.

E il simbolo del mio ectoplasmatico gruppo sarebbe una bacchetta intrecciata a una piuma che scrive su una foglia incisioni runiche ed è disegnata una fata con la spada. Complesso ma sempre meglio della solita aquila!

Quanto hai drammaticamente ragione, Buk!

I molli




sono sempre lì a proclamare

che adesso si concentreranno

sul lavoro, che di solito è

scrivere o dipingere

è noto, naturalmente, che hanno

talento, è solo che...bè...

non hanno ancora avuto

un'occasione.

troppi problemi si sono messi

in mezzo:affari andati male, occupazioni per

sbarcare il lunario, figli,malattie, ecc.

ma adesso, proclamano,

penseranno solo a quello.

si concentreranno  solo a quello.

si concentreranno sul

lavoro,

adesso è finalmente venuto

il momento.

il talento ce l'hanno.

adesso il mondo se ne accorgerà.

sissignore, ci siamo.

 

questi tizi sono dappertutto.

sempre in procinto

di.

quasi mai cominciano.

e quando lo fanno

s'arrendono subito.

è una sorta di

capriccio.

vogliono la fama.

la vogliono in fretta.

ma non hanno mica fretta

di mettersi al lavoro

sono capaci solo di sognare

e proclamare,

proclamare,

proclamare.



Charles Bukowski
postato da: morea7 alle ore 22:27 | link | commenti
categorie: versi, male di vivere, my heroes

Chi sono

Utente: morea7
Nome: Daphne
"Chi" è soltanto la forma conseguente alla funzione, ma ciò che sono è un uomo in maschera(una donna per la precisione ndr)ed è un paradosso chiedere a un uomo in maschera chi egli sia. (V)

adopt your own virtual pet!









Iscriviti al Vaffanculo Day



io sono BlogAttivo





Notizie di oggi


passaparola

Sto leggendo

Foto recenti




CURRENT MOON

Bottoni e Creative Commons

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder



Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Oroscopo


Test psicologici





Heracleum blog & web tools


Greenpeace


Basta! Parlamento pulito